Il mercato digitale unico secondo la Commissione Europea

Il mercato digitale unico secondo la Commissione Europea
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La Commissione Europea si sta impegnando per eliminare i confini digitali che ancora regnano nel nostro continente. Se un cittadino europeo è libero di spostarsi all’interno dei 28 paesi membri altrettanto non si può dire per i contenuti digitali, per i quai esistono ancora troppe barriere.

Nelle intenzioni della Commissione Europea c’è la creazione di un mercato digitale unico, in cui gli utenti possano usufruire dei contenuti digitali in qualsiasi paese dopo averli acquistati nel proprio paese di origine. Attualmente un utente che sottoscrive un abbonamento ad un servizio digitale e si reca in un paese straniero avrà serie difficoltà ad utilizzarlo, a causa delle troppe restrizioni.

Il mercato digitale unico consentirebbe ad un cittadino inglese di godere anche all’estero del proprio abbonamento ad iPlayer di BBC. Il progetto non intende portare ad una unificazione dei servizi offerti, con i provider liberi di adottare le migliori strategie di mercato, ma rendere portabili gli acquisti effettuati.

Nell’ottica di raggiungere un vero mercato unico europeo, la Commissione vuole estendere il progetto anche all’acquisto online di beni materiali. Gli utenti finali beneficerebbero in questo modo delle stesse tutele legali del paese di origine, sentendosi più tranquilli quando effettuano acquisti all’estero.

Non contenta di queste rivoluzioni, la Commissione intende portare una rivoluzione anche nel mondo delle telecomunicazioni allo scopo di migliorare la gestione delle comunicazioni mobili ed incentivare gli investimenti nelle reti ad alta velocità. Studierà inoltre nuovi modi per combattere la pirateria digitale e la circolazione di contenuti illegali, oltre a migliorare la protezione dei dati dei cittadini europei.

Recentemente la Commissione Europea ha messo nel mirino Google per abuso di posizione predominante, e si sta interessando anche ad altri colossi statunitensi. Si tratta di progetti ambiziosi che dovrebbero essere completati entro il 2017, ma visti i ritardi accumulati dal progetto di eliminazione del roaming, dubitiamo che tale scadenza possa essere rispettata.

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