Con il passare degli anni i display degli smartphone sono diventati sempre più grandi. Dai device da 3” del 2007 a quelli da 5” del 2014 fino ad arrivare alla fascia tra i 6,1” e i 6,9” attuale. Un’evoluzione legata anche alle maggiori capacità dei telefoni sempre più in grado di riprodurre contenuti video, permettere di navigare sul web, usare numerose applicazioni e giocare a vari videogame. Eppure le dimensioni degli schermi sembrano essere insufficienti per gli utenti. È quello che emerge da uno studio commissionato da Samsung a ridosso dell’Unpacked di Londra, durante il quale il colosso sudcoreano presenterà ufficialmente, tra gli altri, la nuova serie di smartphone pieghevoli composta da Galaxy Z Fold8, Galaxy Z Fold8 Ultra e Galaxy Z Flip8.

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I risultati della ricerca

Lo studio, condotto da Censuswide a luglio 2026 su un campione di 4.006 utenti in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, rivela che l’85% degli intervistati ha iniziato un’attività sul proprio smartphone senza riuscire a completarla. Ma il dato forse più interessante è che quella stessa attività è stata poi rimandata a un secondo momento, quando si aveva a disposizione un dispositivo con uno schermo più grande. Quasi sette utenti su dieci, il 69%, dichiarano di desiderare uno smartphone sottile per l’uso quotidiano che possa però aprirsi e offrire più spazio quando necessario.

Tra le cause di frustrazione più citate ci sono lo spazio limitato del display (29%) e la necessità di passare continuamente da un’app all’altra (25%). Le attività lasciate più spesso a metà riguardano gli acquisti online e il confronto tra prodotti, la lettura o revisione di documenti importanti e la modifica di foto e video, tutte citate da circa un quarto degli intervistati.

La ricerca evidenzia come il bisogno di spazio cresca in particolare nelle attività che richiedono attenzione ai dettagli, come la compilazione di un modulo, il controllo di una bolletta o di un contratto, oppure un pagamento online. In questi casi gli utenti tendono a rimandare l’attività o a trasferirla su un altro dispositivo per timore di commettere errori. Tra i benefici attribuiti ai pieghevoli, gli intervistati citano soprattutto la possibilità di confrontare informazioni affiancate, di completare le attività senza cambiare dispositivo e di godersi contenuti su uno schermo più ampio.

Benjamin Braun, Chief Marketing Officer di Samsung Europe, ha collegato i risultati dello studio a sette anni di sviluppo della gamma di device pieghevoli, sottolineando come le persone continuino ad apprezzare le dimensioni compatte per l’uso quotidiano pur desiderando più spazio quando l’attività lo richiede.

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I pieghevoli sono davvero la soluzione?

La ricerca di Censuswide riporta dati reali, di un’esigenza condivisa da molti utenti, ma è una fotografia parziale con una lettura che Samsung porta a suo favore in funzione dell’imminente Unpacked. È lecito, infatti, interrogarsi se la soluzione alla frustrazione degli utenti sia necessariamente un pieghevole. Un dispositivo che ha sì un display più grande e una serie di funzioni di visualizzazione maggiori rispetto a uno smartphone tradizionale, ma che non va oltre gli 8” di grandezza. L’aumento di dimensioni, quindi, è contenuto e probabilmente incapace di risolvere i motivi per cui gli utenti non completano le attività dallo smartphone.

Non a caso secondo l’ultimo report ACSI 2026, gli smartphone pieghevoli restano la categoria di device con il punteggio di soddisfazione più basso tra i consumatori. I numeri diffusi da Samsung restano un dato interessante sulle abitudini d’uso, ma difficilmente gli smartphone pieghevoli, nella loro forma attuale, rappresentano la risposta a quel problema.