Ne avevamo parlato più volte negli ultimi mesi: i prezzi di RAM e NAND sono letteralmente raddoppiati nel giro di un anno, e già ad aprile gli analisti di Counterpoint Research parlavano di un aumento dei listini ormai “inevitabile” per l’intero mercato degli smartphone.

Ora arriva un nuovo report di Omdia che mette nero su bianco quanto la crisi delle memorie stia colpendo in modo sproporzionato la fascia bassa del mercato, al punto da minacciarne seriamente la sopravvivenza.

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Il crollo degli smartphone sotto i 400 dollari

Secondo i dati diffusi dalla società di analisi, le spedizioni globali di smartphone venduti a meno di 400 dollari sono destinate a calare di oltre il 22% su base annua nel 2026. Un dato che va letto insieme a quello più generale sul mercato complessivo degli smartphone, che secondo le previsioni di Omdia diffuse lo scorso maggio dovrebbe contrarsi del 12% su base annua, proprio a causa del crollo nella fascia economica.

A pesare, come ormai avrete intuito, sono i costi delle memorie DRAM e NAND, che secondo il report Quarterly Smartphone Technology Trends relativo al primo trimestre 2026 sono aumentati in modo drastico rispetto al trimestre precedente. La quota di costo della memoria sul totale del Bill of Materials, ovvero l’insieme di tutti i componenti che compongono uno smartphone, è quasi raddoppiata nel segmento sotto i 400 dollari tra il terzo trimestre 2025 e il primo trimestre 2026, con un incremento superiore al 100% anche nei dispositivi sopra quella soglia di prezzo.

Nello specifico, nel primo trimestre 2026 i costi delle memorie hanno già rappresentato quasi il 60% del BOM totale per gli smartphone sotto i 400 dollari, arrivando a superare il 64% per i dispositivi sotto i 99 dollari. Zaker Li, principal analyst del team consumer di Omdia, ha spiegato che la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente, dal momento che i prezzi delle memorie continueranno a salire nei prossimi trimestri.

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Perché la fascia bassa è la più colpita

Come già raccontato quando si parlava del presidente di Xiaomi, Lu Weibing, che aveva rivelato pubblicamente quanto l’azienda stesse pagando in più per configurazioni di RAM e storage, produttori come Transsion, OPPO, vivo, HONOR e Xiaomi stanno alzando in modo significativo i prezzi al dettaglio dei propri dispositivi, semplicemente per mantenere margini di profitto già di per sé sottili.

Il problema, badate bene, è che gli smartphone di fascia bassa sono già progettati attorno a strutture di costo estremamente compresse, il che rende molto difficile compensare l’aumento dei costi delle memorie tagliando altrove, per esempio su display, sensori o moduli RF, componenti per cui l’offerta resta comunque abbondante.

Il rischio concreto, secondo questo report di Omdia, è che l’aumento dei prezzi porti a un calo significativo della domanda, dal momento che i consumatori orientati verso i dispositivi economici sono estremamente sensibili al prezzo.

Dunque sulla base dell’andamento previsto per le memorie nei prossimi trimestri, i prodotti di fascia bassa starebbero già diventando non redditizi, con un rischio elevato di ulteriore indebolimento della domanda al crescere dei listini. Ed è proprio per questo motivo che i produttori starebbero ritirandosi progressivamente e volontariamente dal segmento entry-level nel corso di quest’anno.

La fascia alta, invece, tiene bene

Diverso il discorso per gli smartphone sopra i 400 dollari, per cui Omdia prevede addirittura una crescita del 5,7% nel 2026. Tre i fattori dietro questa tenuta: i produttori stanno spostando sempre più il proprio focus verso i dispositivi di fascia medio-alta, i continui aumenti dei prezzi al dettaglio stanno ampliando naturalmente la quota di mercato sopra i 400 dollari, e i consumatori di fascia alta risultano molto meno sensibili al prezzo, il che aiuta a sostenere una domanda relativamente stabile.

C’è poi un ulteriore vantaggio per i produttori di fascia alta ovvero che hanno più margine di manovra per tagliare i costi altrove. La quota di costo della memoria scende infatti rapidamente man mano che il prezzo del prodotto sale, specialmente sopra i 600 dollari, dove SoC di fascia più alta, display e moduli fotocamera pesano proporzionalmente di più sul BOM totale.

Ed è proprio su queste componenti che i produttori possono intervenire per alleggerire la pressione delle memorie: alcuni brand cinesi, per esempio, starebbero tornando a pannelli LTPS OLED anche su alcuni modelli di punta che in precedenza avevano fatto il salto verso tecnologia LTPO, riservando quest’ultima solo ai modelli premium, con un risparmio stimato tra i 3 e i 5 dollari per dispositivo.

Sul fronte fotocamere, invece, si può agire con configurazioni più flessibili, come sensori più piccoli o un numero ridotto di moduli, mentre sul SoC, che resta la voce di costo più pesante sopra i 600 dollari, rallentare il ritmo degli aggiornamenti utilizzando piattaforme di generazione precedente potrebbe ridurre i costi tra il 30% e il 40%.

Insomma, resta dunque da capire quanto a lungo i produttori riusciranno a bilanciare accessibilità, redditività e competitività dei propri prodotti, in uno scenario in cui le memorie continuano a ridisegnare da cima a fondo l’economia dell’intero settore smartphone e di tutta l’industria tecnologica.