Dopo settimane di confusione sull’integrazione con Samsung Galaxy S26, Perplexity sembra essere pronta a voltare pagina con una nuova wake word. Prima di comprendere quale sia e che cosa cambia, però, può essere utile fare un piccolo passo indietro.
Quando Samsung ha presentato il Galaxy S26, uno dei punti di forza del proprio approccio software era l’integrazione con Perplexity AI. In particolare, veniva pubblicizzato il supporto alla parola d’attivazione Hey Plex, concepita per permettere un accesso rapido e vocale all’assistente AI direttamente dallo smartphone. Sulla carta, sembrava un’idea solida e strutturata.
Nella pratica, però, le cose sono andate diversamente. Sin dai primi giorni, infatti, gli utenti del S26 si sono trovati davanti a un problema concreto: Perplexity non compariva nella lista delle app gestibili tramite attivazione vocale, e chi aveva provato a installarla manualmente aveva comunque riscontrato che Hey Plex, in fondo, non funzionava. Un esordio tutt’altro che brillante per una funzione che doveva essere fondamentale nell’esperienza d’uso.
Samsung, interpellata sulla questione, aveva risposto con una dichiarazione di ampio respiro, parlando di un processo di perfezionamento del prodotto e rassicurando che l’integrazione complessiva con Perplexity restava intatta. Una risposta che, però, non spiegava la radice del problema.
Ebbene, il primo indizio serio è giunto con un tweet del CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, poi rimosso. Nel suo messaggio, Srinivas aveva anticipato che l’azienda stava lavorando per sostituire Hey Plex con una nuova wake word, Hey Perplexity. Un cambiamento che lasciava intendere come il vecchio nome abbreviato fosse già considerato superato internamente, anche se nessuna comunicazione ufficiale era ancora stata rilasciata al pubblico.

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L’aggiornamento sembra confermare il cambiamento
Con l’arrivo della versione 2.81.2 dell’app Perplexity per Android, i dubbi si sono in gran parte dissipati. Analizzando il codice dell’aggiornamento, sono emerse schermate già predisposte per la nuova wake word Hey Perplexity, non ancora visibili agli utenti finali ma pronte evidentemente per un lancio imminente. La presenza non è affatto casuale: si tratta infatti di interfacce pensate appositamente per accompagnare l’utente nell’utilizzo della nuova parola d’attivazione.
Ma perché cambiare nome?
La spiegazione più accreditata riguarda un problema di identità. Plex è già il nome di una popolare piattaforma per la gestione e lo streaming di contenuti multimediali, attiva da anni e con una sua base di utenti fedele. Utilizzare Hey Plex come parola d’attivazione rischiava dunque di generare confusione, specialmente tra chi conosce entrambi i servizi. Adottare Hey Perplexity, invece, consentirebbe di risolvere il problema alla radice, rendendo il comando inconfondibilmente associato all’AI.
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Attenzione alla pronuncia
C’è però un aspetto da considerare: Perplexity non è una parola facile da pronunciare rapidamente, soprattutto in condizioni di utilizzo quotidiano, quando si parla allo smartphone di fretta o in ambienti rumorosi.
Gli sviluppatori sembrano essersi accorti di ciò e, nel codice dell’app, accanto ai riferimenti a Hey Perplexity, sono comparse anche alcune varianti fonetiche che probabilmente potranno essere utilizzate per gestire le inevitabili storpiature con cui gli utenti si ritroveranno a fare i conti.

