Durante il CES 2026, Samsung ha lanciato un avvertimento funesto che potrebbe riguardare milioni di consumatori. L’azienda sudcoreana teme che la crescente carenza di memoria, dovuta all’espansione del settore dell’intelligenza artificiale e delle relative infrastrutture, come i datacenter, possa portare a rincari significativi per smartphone e laptop nei prossimi mesi.

Uno scenario temuto da molti che non appare come una sorpresa, vista la situazione tecnologica dell’ultimo periodo ma che se ipotizzato da un colosso del settore assume dei contorni molto più concreti.

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La causa principale sotto gli occhi di tutti: la corsa all’AI e ai datacenter

Secondo Wonjin Lee, responsabile marketing globale di Samsung, l’enorme domanda di chip di memoria proveniente dai data center sta creando uno squilibrio nell’offerta. Le aziende di tutto il mondo stanno investendo risorse ingenti per sviluppare modelli e applicazioni di intelligenza artificiale, con un effetto domino sull’intera catena di produzione dei semiconduttori.

Non vogliamo trasferire questi costi ai clienti,” ha dichiarato Lee, “ma potremmo essere costretti a rivedere i prezzi dei nostri prodotti per riflettere la situazione del mercato.”

Il fenomeno è simile a quanto avvenuto durante il boom del crypto mining, quando la domanda di GPU fece impennare i prezzi dei componenti informatici. Oggi, la stessa dinamica si ripete con le memorie HBM (High Bandwidth Memory), sempre più richieste per l’addestramento dei modelli AI nei data center.

Data center

Effetti a catena su tutto il settore tech, e non solo

La scarsità di memoria non colpisce solo Samsung. Le forniture di DRAM e NAND stanno diminuendo, costringendo i produttori a ridurre le scorte o a pianificare nuove strategie di produzione.

Samsung, di fatto uno dei principali fornitori mondiali di chip di memoria, avrebbe già aumentato i prezzi dei componenti fino al 60% nel 2025. In teoria, i produttori di PC e smartphone potrebbero assorbire parte del rincaro, ma molti analisti ritengono più probabile un trasferimento dei costi al consumatore finale.

Secondo alcune fonti di settore, la crisi potrebbe espandersi anche al gaming, in cui anche Sony e Microsoft potrebbero risentirne, con ritardi nei piani di lancio delle console di nuova generazione che condividono la stessa catena di approvvigionamento dei chip.

Il rischio aumenti potrebbe durare fino al 2028

La situazione potrebbe non risolversi a breve. Gli esperti stimano che la carenza di chip destinati ai prodotti consumer possa protrarsi fino al 2028, mentre i produttori di semiconduttori continuano a privilegiare la fornitura di memorie per server e applicazioni AI.

Nel frattempo, Samsung sta cercando di equilibrare la produzione tra chip ad alte prestazioni per data center e memorie tradizionali per dispositivi di largo consumo, ma le pressioni del mercato rendono sempre più difficile evitare un rialzo dei prezzi.

Come già consigliato su queste pagine dalla nostra redazione e da vari esperti di settore, gli analisti consigliano a chi stava valutando l’acquisto di un nuovo smartphone o laptop di non rimandare troppo la decisione. Se la tendenza dovesse confermarsi, i dispositivi lanciati nella seconda metà del 2026 potrebbero risultare sensibilmente più costosi.

La combinazione di una domanda esplosiva per l’intelligenza artificiale e una produzione di memoria ancora limitata potrebbe rendere il 2026 un anno di forte volatilità nei prezzi dell’elettronica di consumo. Meglio mettersi ai ripari.