Molti di voi hanno sicuramente presente l’evoluzione che hanno subito i dispositivi tecnologici nel corso degli anni, alcuni sono diventati decisamente più compatti rispetto al passato ma c’è una componente che impedisce un ulteriore snellimento delle loro dimensioni: la batteria. Ogni dispositivo elettronico infatti necessita di essere alimentato e, guardando all’interno di diversi prodotti, possiamo vedere come questa componente occupi spesso e volentieri uno spazio notevole.

Ma se ci fosse un altro modo per fornire energia, per esempio ai dispositivi indossabili? E se fosse il nostro corpo “la batteria”? Un gruppo di ricercatori del Future Interfaces Group della Carnegie Mellon University ha recentemente pubblicato un’interessante studio che mette in evidenza come, in futuro, tutto ciò potrebbe diventare possibile.

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In futuro il corpo umano potrebbe fungere da batteria per i nostri dispositivi

Non è la prima volta che si sente parlare di studi al limite della fantascienza nel settore tecnologico, questa volta però i ricercatori hanno dimostrato la fattibilità del loro progetto, seppur ovviamente necessiti ancora di parecchi aggiustamenti prima di poter trasformare il nostro corpo in una batteria.

Il team ha sviluppato il sistema Power-over-Skin, che sfrutta l’energia RF intracorporea di un utente per fornire energia ad alcuni dispositivi, eliminando potenzialmente la necessità di batterie. I ricercatori si sono focalizzati fin da subito sui potenziali utilizzi nel mondo reale, considerando l’utilizzo di componenti come elettrodi asciutti, che non richiedono gel conduttivo appiccicoso per connettersi al campo elettrico del corpo.

Lo studio ha beneficiato di ricerche precedenti che indicavano l’efficiente trasferimento di energia wireless RF del corpo a 40 MHz, una frequenza sufficientemente alta da non essere rilevata dalle terminazioni nervose sensibili che altrimenti provocherebbero dolore per l’elettrocuzione.

Il video che potete vedere qui sopra ci mostra come i ricercatori abbiano dimostrato l’efficacia della tecnologia con dispositivi tra cui un anello Bluetooth con un joystick, un cerotto medico che registra i dati sanitari dell’utente, un cerotto per l’esposizione al sole con uno schermo e vari altri dispositivi; riuscendo per esempio a fornire in modo sicuro oltre 100 µV al bicipite sinistro da un trasmettitore situato in una tasca sinistra dei pantaloni.

Per chi non se ne intende, è bene sottolineare come 100 µV non siano molti, il progetto necessiterà ancora di diverso tempo prima di essere in grado di fornire una tecnologia adeguata per alimentare i nostri dispositivi elettronici utilizzando il corpo umano come una batteria. In futuro però, qualora si riuscisse a perfezionare questa tecnologia, potenzialmente ogni dispositivo potrebbe essere alimentato direttamente dall’utente che li utilizza, che non avrebbe più la necessità di ricaricare la batteria integrata in ognuno di essi.

Ciò potrebbe inoltre incoraggiare l’industria dei dispositivi indossabili a creare una nuova generazione di dispositivi senza batteria, più leggeri e sottili, riducendo al contempo anche la dipendenza dai minerali delle terre rare necessari per produrre le batterie.