Negli ultimi anni i notevoli progressi ottenuti dal team di sviluppatori di Google in termini di personalizzazione ha reso il modding una pratica un po’ meno diffusa ma ancora oggi sono tanti gli utenti che ricorrono alle varie ROM custom disponibili per rendere i propri device unici o più semplicemente per aggiornare alle ultime versioni di Android dispositivi meno recenti e ormai abbandonati dai rispettivi produttori.

Tra le ROM più popolari vi sono LineagOS e Paranoid Android e proprio quest’ultima di recente ha ampliato l’elenco degli smartphone supportati da Topaz, la versione basata su Android 13.

Ecco su quali device è sbarcata Paranoid Android Topaz

Da febbraio sono iniziate ad arrivare le build stabili di Paranoid Android Topaz e nelle ultime settimane l’elenco degli smartphone supportati si è arricchito con vari modelli di Xiaomi, Redmi, POCO e ASUS.

Questi, in particolare, i nuovi smartphone per i quali è ora disponibile una build stabile di Paranoid Android Topaz v1:

  • POCO F4 / Redmi K40S
  • POCO F3 / Redmi K40 / Xiaomi Mi 11X
  • Xiaomi 11 Lite NE 5G / Xiaomi Mi 11 LE
  • ASUS Zenfone 9
  • Redmi Note 11
  • Redmi 7A / Redmi 8 / Redmi 8A
  • POCO M3 / Redmi 9T
  • POCO F2 Pro / Redmi K30 Pro / Redmi K30 Pro Zoom Edition

Come sempre, prima di installare Paranoid Android (o qualsiasi altra ROM custom), è necessario procedere allo sblocco del bootloader ed eseguire il flashing di una custom recovery.

Inoltre, c’è da tenere presente che, essendo questa la prima versione di Paranoid Android Topaz per tali dispositivi, potrebbero essere riscontrati alcuni bug e problemi.

Sempre negli ultimi giorni è stata rilasciata la versione 2 di Topaz per i seguenti device:

  • POCO F1 (2.1)
  • OnePlus 5 / OnePlus 5T (2.1)
  • Nothing Phone 1 (2)

Per quanto riguarda Nothing Phone (1), la seconda versione di Topaz introduce un’interfaccia Glyph funzionale, oltre a miglioramenti per l’aspetto tattile e le prestazioni.

Per il download e tutte le relative informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Paranoid Android, che potete trovare seguendo questo link.