Energous Wattup: la ricarica wireless a distanza spiegata nel dettaglio

Wattup è un sistema di ricarica wireless a distanza sviluppato dall’azienda Energous il cui funzionamento potrebbe potenzialmente rivoluzionare il nostro modo di intendere il trasferimento di energia.

I caricatori wireless “normali” (ovvero quelli attualmente disponibili sul mercato) per poter funzionare devono essere posizionati molto vicini al dispositivo da ricaricare. Wattup, viceversa, ha una portata pari a 20 piedi (circa 6 metri).

Ma come funziona? Wattup si basa su un mix di Bluetooth, radiofrequenze e altre tecnologie di trasmissione. Il trasmettitore, vero e proprio fulcro del sistema, svolge in primo luogo un lavoro di individuazione dei dispositivi compatibili tramite Bluetooth low-energy. Una volta individuato un device da ricaricare, l’apparecchio invia un segnale RF che viene assorbito dal chip presente sul dispositivo ricevente e convertito in energia. Semplice no?

Il trasmettitore può essere inserito all’interno dei più comuni apparecchi domestici in modo da non occupare spazio. Un singolo apparecchio può caricare più dispositivi contemporaneamente.

L’implementazione di Wattup ideata da Energous non è tuttavia solo utile, comoda e potenzialmente rivoluzionaria ma anche molto “intelligente”. I trasmettitori, ad esempio, possono decidere autonomamente quali device ricaricare in base alla loro percentuale di carica (oppure in base alla posizione). Oltre a ciò l’utente ha la possibilità di creare delle reti chiuse o aperte, selezionando i dispositivi abilitati al ricevimento dell’energia.

La dimostrazione pratica del funzionamento di Wattup è stata effettuata dallo stesso fondatore della compagnia, Michael Leabman, all’interno di una stanza d’albergo appositamente arredata per l’occasione.

Al momento non esistono smartphone o tablet compatibili con la tecnologia Wattup, ragion per cui le prove sono state eseguite abbinando i dispositivi ad una speciale cover.

Energous non intende produrre direttamente le apparecchiature ma punta a vendere le proprie tecnologie sotto licenza a produttori di terze parti. Al momento gli sforzi sono concentrati sulla realizzazione di un reference design e sul reperimento di partner commerciali.

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Commenti

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  • Bicio

    Facciamo che infiliamo tutti la testa nel microoonde?? :D
    Scherzi a parte, non c’è una correlazione CERTA fra le onde EM e i tumori se non oltre potenze che sono al di sopra di quelle a norma di legge (anche se su questi discorsi ci si potrebbe stare sopra mesi a discutere)… il problema è che la tecnologia avanza…..parecchio….. e studi a LUNGO termine (oltre i 10 anni) ancora non ce ne sono perchè la tecnologia viaggia MOOOOLTO più velocemente delle statistiche e delle ricerche sulle malattie…

    Io nel dubbio uso un bel cavetto e non se ne parla più… :P

  • Roberto Simonelli

    Su le mani per le radiazioni!!!

  • Piereligio Di Sante

    Tumori a gogò.

    • Dice ti danno pure l armatura abbinata

    • Aranel

      Ti assicuro che non sono troppo diverse dal tipo di onde a cui vieni sottoposto ogni giorno provenienti da reti wireless o telefoni cellulari

      • DarkShadow

        Sicuramente, ma ne siamo già pieni, è poi così fastidioso un banale cavo?

      • Piereligio Di Sante

        La l’onda in questione deve essere molto più intensa, per poter trasmettere energia (magari anche in tempi decenti).

        • pav_87

          dai raga non parliamo di cose che non sappiamo. Se veramente tutti sti prodotti creassero chissà quali problemi oggi avremo un aspettativa di vita di 40anni. Non dico che facciano bene o siano completamente innocui, ma non gridiamo al lupo per niente

          • Piereligio Di Sante

            Io parlo fisicamente. Generalmente, le onde attuali trasmettono solo segnale. Immagina quante volte deve essere, per forza di cose, più intensa un’onda che trasmette energia. Ti ricordo che una comune batteria al litio, è in grado di generare un’esplosione non di poco conto. Giusto per farti avere un’idea più intuitiva dell’energia che vi è all’interno.

          • pav_87

            immagina che non sai di cosa stai parlando. Puoi essere diffidente per tua cultura, ma non sai minimamente come funzionano queste cose e quindi non commentarle per favore. Niente di personale eh, solo che sono dell’idea che bisogna capire che non siamo tuttologi

          • Piereligio Di Sante

            Si chiama fisica. Sto studiando ingegneria meccanica, caro. Ora non sappiamo come funziona, ma la magia ancora non esiste. Gli attuali caricatori Qi sono a induzione magnetica. Il loro funzionamento è semplice, e nella sua area di azione sicuramente bene non fa, affatto. Ogni resistenza elettrica causa un aumento di temperatura e crea onde elettromagnetiche. Vero, ora non sappiamo cosa sfrutta, ma non penso proprio che possa discostarsi troppo dall’induzione magnetica.

          • pav_87

            Allora saprai meglio di me che se ti siedi senza smartphone su una basetta di ricarica non succede nulla in quanto non si attiva, e sai anche che le onde elettromagnetiche generate dalla cosa sono talmente basse da non creare il minimo problema, anche ad una distanza minima di qualche cm. Ovviamente questa tecnologia è differente, non può essere la stessa proprio per i limiti fisici delle bobine che dovrebbero essere utilizzate.

          • Piereligio Di Sante

            Lo so che non si attiva finché non vi è uno smartphone sopra.. Ne posseggo uno. Riguardo l’intensità delle onde elettromagnetiche del Qi non saprei, a vedere da quanto scalda, non fa una buona impressione, ma ad ogni modo è limitato al volume dove il caricatore lavora, cioè ristretto. Hm.. Sinceramente sono curioso di sapere come funzionerà. Se non ha impatti sulla salute, sarà uno spettacolo. Altrimenti mi astengo

          • pav_87

            chi vivrà vedrà ;)

          • Piereligio Di Sante

            Penso e spero tutti ahah

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