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Google sotto inchiesta in Germania mentre impugna la sanzione UE da 5 miliardi di dollari

La chiusura di Google Plus potrebbe avere degli strascichi per il colosso di Mountain View: stando a quanto riportato da Bloomberg, infatti, le autorità tedesche che si occupano della salvaguardia della privacy hanno avviato delle indagini.

Johannes Caspar, il commissario dell’autorità tedesca posta a protezione dei dati, ha confermato che il suo ufficio sta indagando sulla questione anche se al momento non ha informazioni da Google sull’accaduto.

E sempre a proposito di guai che il colosso di Mountain View si trova ad affrontare nel Vecchio Continente, ieri Google ha presentato un ricorso avverso il provvedimento con il quale la Commissione Europea le ha inflitto una sanzione di quasi 5 miliardi di dollari per abuso di posizione dominante sul mercato dei dispositivi Android (tra le attività contestate vi sarebbe anche quella che prevede il pagamento ai vari produttori di somme per includere il suo motore di ricerca come quello predefinito nei loro dispositivi).

Si tratta della seconda grande multa inflitta a Google, dopo quella della scorsa estate per un importo di 2,7 miliardi di dollari.

Fonte: Theverge, Theverge

Commenti

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  • NihilGuru

    ahahah fa ridere la definizione “abuso di posizione dominante sul mercato dei dispositivi Android”
    ma ‘sti crucchi, con tutti i problemi che hanno nella loro politica interna, vanno a pensare al mercato Android? Sono proprio crucchi…

    • giacomofurlan

      L’abuso di posizione dominante sul mercato dei dispositivi Android è l’accusa mossa dall’Europa, non dalla Germania, per la quale Google è già stata condannata in prima istanza. È corretto voler salvaguardare il mercato europeo, lasciando ai concorrenti la possibilità di entrare in un ecosistema al quale Google contribuisce, ma non ne è il solo fautore (vedi ad esempio i produttori mondiali di hardware).

      Per quanto riguarda l’accusa mossa dalla Germania è aver infranto le leggi tedesce (e comunitarie) riguardo la legge sulla privacy, in quanto a detta di Google stessa, era al corrente di questo possibile data leak, ma non ha fatto nulla per tre lunghi anni, esponendo i dati sensibili degli utenti tedeschi alla balia di qualsiasi persona volesse prenderne possesso, senza la preventiva autorizzazione da parte del possessore del dato. Un esempio molto semplice può essere un’azienda che prende i dati per segmentare a livello pubblicitario l’utente, senza che esso ne abbia neanche coscienza.

      • Mauro

        Il problema, se non ho capito male, riguarda un bug riscontrato nel servizio di google+ che ha messo a rischio i dati sensibili di 500mila utenti.
        Onestamente non ho letto che ne fossero a conoscenza da 3 anni ma da marzo di quest’anno. Non trovo corretto neanche io che abbiano preferito tacere sul problema. Comunque a maggio avevano risolto il problema. Che poi vogliano chiudere G+ per il bug riscontrato, mah. Direi che prendono la palla al balzo per chiudere un servizio che non ha avuto il successo che speravano. Purtroppo aggiungo perché, pur non utilizzandolo tanto, l’ho trovato sempre meglio di altri. Ma qua esco dal seminato.

        • giacomofurlan

          Credo che G+ abbia sempre avuto una UX fatta da un bambino alle prime armi. Per il resto non era differente da tanti altri social network… imho…

          • Mauro

            Allora stimo quel bambino alle prime armi perché la UX è una delle cose apprezzavo di più :-) imho

          • giacomofurlan

            Non mi ci sono mai trovato = il modello a colonne multiple è chiaro solo per una visualizzazione di immagini, altrimenti ti perdi completamente il senso cronologico

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