Raccontiamo regolarmente delle nuove funzionalità (e di quelle in fase di sviluppo) di Gemini su cui è al lavoro Google. Un lavoro fatto di ricerca, ma anche di prove per capire cosa funziona davvero e cosa no prima di portarlo a tutti gli utenti. Per migliorare ulteriormente questo processo, Google ha annunciato l’apertura di un programma dedicato a chi vuole testare in anteprima le funzioni non ancora rilasciate pubblicamente. Sì, ci si può candidare per lavorare per Google sulle funzionalità inedite di Gemini. Vediamo come fare.

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Il programma di ricerca per Gemini

A darne notizia è stato Josh Woodward, vicepresidente di Gemini in Google, che su X ha annunciato l’apertura di un numero limitato di posti nel Gemini App Trusted Tester Program. Lo stesso post di Woodward conferma che il programma è pensato per i “power user”, ovvero le persone che usano l’assistente in modo intensivo, amano sperimentare tecnologie ancora in fase di sviluppo e sono disposte a fornire un feedback strutturato, non una semplice reazione generica. Un lavoro, quindi, rivolto a chi sa cos’è Gemini, ne apprezza le potenzialità, sa come utilizzarlo e può aiutare Google a perfezionarne il rilascio dei futuri aggiornamenti.

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Come candidarsi

Per candidarsi è necessario compilare un modulo Google, in cui vengono richieste informazioni di base come nome, paese di residenza ed età, ma anche dettagli più specifici sulla professione e sulla frequenza di utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale. Tra le domande ce n’è anche una sull’esperienza con assistenti AI concorrenti come ChatGPT e Claude, un dato che suggerisce l’interesse di Google a comprendere meglio come gli utenti si muovono tra i diversi prodotti AI disponibili sul mercato. E come il candidato abbia dimestichezza con questi strumenti.

Una volta inviata la candidatura, l’utente riceve una copia delle risposte fornite via email. Successivamente, una volta raccolte tutte le candidature, Google procederà a selezionare i partecipanti e a contattare solamente chi viene ritenuto idoneo. Il colosso di Mountain View non ha ancora reso noti né il numero esatto di posti disponibili, né i vantaggi concreti riservati ai tester, né una tempistica precisa per l’invio dei primi inviti.