Il mercato degli smartphone si appresta a vivere un’annata grigia. Queste le previsioni emerse dal nuovo rapporto di Counterpoint Research: il settore globale registrerà un calo delle spedizioni del 2,1% e un aumento dei prezzi medi del 6,9%. Una situazione critica, causata dall’attuale panorama tecnologico, che sta vivendo un forte rincaro dei componenti, in particolare della memoria DRAM, cuore pulsante delle infrastrutture di intelligenza artificiale e sempre più richieste.

La combinazione di costi di produzione in crescita, domanda in calo e tagli alle specifiche rischia di rendere i telefoni del prossimo anno più costosi ma, paradossalmente, meno completi rispetto a quelli attuali. Vediamo il report nel dettaglio.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Offerta

roborock Qrevo Curv 2 Flow

Offerta + clicca su applica coupon di 50 euro + coupon: TTANDROID5

519€ invece di 899€
-42%

La memoria DRAM al centro della crisi e a farne le spese potrebbe essere l’intera industria degli smartphone

Come accennato, il nodo principale è la memoria, elemento cruciale per le prestazioni e il multitasking. I prezzi della DRAM stanno aumentando rapidamente a causa della forte domanda proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale, spingendo i costi di produzione verso l’alto in tutte le fasce di prezzo.

Secondo i dati di Counterpoint, il costo dei materiali (BoM) è già aumentato del 25% per i modelli economici, del 15% per quelli di fascia media e di circa 10% per i dispositivi premium. E non è finita: il report “Memory Solutions for GenAI” prevede un ulteriore rincaro tra il 10% e il 15% entro il secondo trimestre 2026, con possibili picchi fino al 40% per le memorie.

Nelle fasce di prezzo più basse, aumenti così rapidi non sono sostenibili”, spiega Yang Wang, Senior Analyst di Counterpoint.

“Se i produttori non riescono a trasferire questi costi agli utenti, saranno costretti a ridurre le linee di prodotto, come già si sta iniziando a vedere.”

counterpoint research

Spedizioni in calo e revisione al ribasso

Un altro trend preoccupante emerso dalla società di ricerca sono le sue previsioni globali di spedizione al ribasso del 2,6% rispetto alle stime precedenti. A subire l’impatto maggiore saranno i produttori cinesi, in particolare HONOR, OPPO e vivo, già in difficoltà a causa della concorrenza interna e della contrazione del mercato.

Il calo di domanda riguarda soprattutto la fascia sotto i 200 dollari, ma il fenomeno è trasversale: i rincari della componentistica stanno erodendo i margini anche dei modelli di fascia media e alta.

Meno RAM e prezzi più alti

Per contenere le perdite, molti brand stanno riducendo la quantità di RAM e altre specifiche tecniche. I telefoni con 16 GB di RAM potrebbero quasi scomparire, mentre i modelli premium torneranno a 12 o 8 GB, e quelli economici a 4 GB. Allo stesso tempo, si moltiplicano le strategie di compromesso: riutilizzo di componenti già prodotti, taglio delle fotocamere o dei moduli audio, e rilancio di versioni “Pro” con prezzi più alti ma poche reali novità.

Il Senior Analyst Shenghao Bai conferma:

“Stiamo osservando downgrade di fotocamere, display, moduli audio e configurazioni di memoria, oltre a un generale ridimensionamento dei portafogli di prodotto. I brand stanno spingendo gli utenti verso modelli più costosi, usando nuovi design per stimolare gli upgrade.”

Apple e Samsung reggono, i cinesi in affanno

In un mercato sempre più selettivo, Apple eSamsung restano i marchi meglio posizionati per superare la crisi, grazie alla scala produttiva, all’integrazione verticale e alla forza dei brand. Le aziende con meno margini di manovra, soprattutto i produttori cinesi, dovranno invece sostenere un delicato equilibrio tra profitti e quote di mercato.

Apple e Samsung sono le uniche in grado di gestire i prossimi trimestri con una certa stabilità”, afferma Wang. “Per gli altri, sarà difficile mantenere un equilibrio tra margini e presenza sul mercato.”

Cosa significa per i consumatori?

In termini concreti e il più realistici possibile, il 2026 sarà un anno sfavorevole per acquistare un nuovo smartphone. I telefoni in uscita costeranno di più, offriranno meno memoria e solo piccoli miglioramenti rispetto ai modelli del 2025.

A farne le spese saranno, come speso accade, i consumatori finali con gli analisti che consigliano quindi di rimandare l’acquisto di un nuovo smartphone, a meno di necessità urgenti o offerte eccezionali, e di mantenere il proprio dispositivo attuale finché garantisce buone prestazioni.

Insomma, in un contesto geotecnologico dominato da rincari e scarsa innovazione, il prossimo anno segnerà probabilmente un rallentamento globale del mercato mobile, con meno modelli, meno novità (meno memorie) e un netto ritorno alla prudenza, sia per i produttori che per i consumatori.