Pare che il team di sviluppatori di Google abbia deciso di fornire un aiuto a coloro che si apprestano ad affrontare una visita medica e abbiano il timore di non fornire tutte le indicazioni o segnalare i sintomi per arrivare ad una diagnosi corretta, ciò attraverso l’app Fitbit.
Il colosso di Mountain View, infatti, starebbe lavorando ad una nuova funzionalità sperimentale che potrebbe aiutare gli utenti a prepararsi ad affrontare una visita medica.
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Cosa sappiamo della nuova funzionalità di Fitbit
Stando a quanto è emerso dal codice della versione 4.57 dell’app Fitbit, l’idea è quella di creare una sorta di ponte tra i sintomi di un paziente e la sua successiva visita medica.
La nuova funzionalità di Fitbit Labs viene definita internamente in vari modi (“Plan for Care”, “Care Advocate” e “Pre-visit Lab”) e sfrutta le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale generativa (l’app avviserà gli utenti che, pertanto, potrebbe commettere degli errori).
Destinata esclusivamente a scopi sperimentali, la nuova funzionalità fornirà agli utenti degli esempi informativi di condizioni che potrebbero corrispondere ai loro sintomi, oltre ad una stima della loro urgenza e li preparerà per le visite future.
Gli sviluppatori ci tengono a ribadire agli utenti che non vi è alcuna garanzia che le informazioni fornite siano corrette o pertinenti e gli avvisi di esclusione di responsabilità probabilmente saranno diversi.
Ed ancora, stando a quanto si apprende dalle seguenti stringhe di codice, Plan for Care prevede un controllo di idoneità, il che indica che è disponibile solo per maggiorenni residenti negli Stati Uniti, con le opportune restrizioni di età a seconda dello Stato:
<string name=”care_advocate_enrollment_eligibility_title”>Eligibility check</string>
<string name=”care_advocate_enrollment_eligibility_body”>Let’s make sure that using this experimental feature makes sense for you.</string>
<string name=”care_advocate_enrollment_eligibility_check_option_1″>I live in the United States of America (U.S.)</string>
<string name=”care_advocate_enrollment_eligibility_check_option_2″>I am a legal adult (21 or older in Mississippi, 19 or older in Nebraska and Alabama, or 18 or older in any other U.S. state)</string>
<string name=”care_advocate_enrollment_eligibility_check_option_3″>I understand that this is a research study, not a medical product. I acknowledge that it won’t diagnose any disease or condition, provide medical advice, or function as a medical alert system. I understand the information shared is solely for research observation and discussion purposes.</string>
Fitbit metterà in risalto la necessità di consultare un medico per dubbi e trattamenti e, sebbene non fornisca una diagnosi, aiuterà gli utenti ad identificare possibili cause, a stimare l’urgenza del problema e a preparare domande, obiettivi e anamnesi da presentare a un medico.
Senza dubbio una delle funzionalità più interessanti è rappresentata dalla possibilità, una volta conclusa la ricerca sui sintomi, di creare una conversazione che sarà possibile condividere con il proprio medico.
Restiamo in attesa di informazioni ufficiali da Google per scoprire quando tale novità sarà lanciata e se sarà implementata a livello globale da Fitbit o se rimarrà un’esclusiva degli utenti statunitensi.

