Oltre alla proroga di Chat Control, che per il momento non cambia nulla per gli utenti ma sposta le preoccupazioni a ciò che avverrà nel 2028, il Parlamento Europeo ha ufficialmente approvato il regolamento che stabilisce il quadro normativo per l’introduzione dell’euro digitale.

Si tratta di un passaggio fondamentale per la modernizzazione dei sistemi di pagamento nel Vecchio Continente che apre le porte all’arrivo di una nuova moneta elettronica destinata ad affiancare il denaro contante nei Paesi dell’Eurozona, senza però andarlo a sostituire. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

L’euro digitale compie un importante passo in avanti verso il debutto

Durante la sessione plenaria di giovedì 9 luglio 2026, come anticipato in apertura e come previsto il mese scorso, il Parlamento Europeo ha ufficialmente approvato il regolamento che stabilisce il quadro normativo per l’introduzione dell’euro digitale, una moneta elettronica che non sarà una criptovaluta né una “stablecoin”.

Esso invece sarà l’equivalente elettronico del contante (e lo affiancherà) che verrà emesso e garantito direttamente dalla Banca Centrale Europea (BCE), avrà corso legale e un valore nominale costante (un euro digitale corrisponderà sempre a un euro fisico, in termini di valore), potrà essere utilizzato tramite un portafoglio digitale dedicato che consentirà di gestire il saldo, di fare acquisti online e in negozio, di trasferire denaro ad altre persone (con un “alias” invece che tramite un IBAN).

Nonostante questo importante via libera formale, il percorso per arrivare nella nostra quotidianità è ancora lungo: stando alle previsioni attuali, infatti, l’ingresso in circolazione effettivo dell’euro digitale è previsto a partire dal 2029, al termine di una “rigorosa” fase di sperimentazione.

L’Italia giocherà un ruolo importante nella fase di sperimentazione

Prima del lancio ufficiale su vasta scala, la BCE ha programmato un progetto pilota che prenderà il via nella seconda metà del 2027 (si dice a settembre) e durerà dodici mesi. In questa fase di sperimentazione, i pagamenti con l’euro digitale saranno testati sul campo (in un ambiente controllato) da una cerchia ristretta di volontari (tra i 5 e i 10 mila, selezionati tra i dipendenti delle banche centrali nazionali e della BCE,) e da qualche commerciante.

Nell’intera area euro saranno coinvolti circa quaranta operatori finanziari per fornire le infrastrutture necessarie al test. L’Italia ha presentato ben sette candidature da parte di importanti realtà del settore creditizio e dei pagamenti digitali: Intesa Sanpaolo (tramite Isybank), Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Iccrea, Banca Sella, Nexi e Numia.

Ci sono alcune preoccupazioni e il progetto pilota servirà anche per questo

L’introduzione di una moneta digitale ha sollevato alcuni dubbi, specialmente nelle forze politiche di destra, riguardo i potenziali rischi per la privacy e al controllo sulle transazioni finanziarie. Il regolamento prevede però precise garanzie a tutela dei consumatori e delle banche:

  • I pagamenti effettuati in modalità offline non coinvolgeranno terze parti e offriranno un grado di riservatezza analogo a quello del contante fisico (la BCE non potrà tracciare i singoli movimenti).
  • L’euro digitale non potrà maturare interessi e sarà soggetto a un limite massimo di detenzione nel portafoglio (si parla di un tetto fissato tra i 3.000 e i 5.000 euro).

La spinta verso l’euro digitale nasce dalla necessità di adeguarsi al drastico calo nell’uso del contante (che sta caratterizzando gli ultimi anni) e dalla volontà di dotare l’Europa di un’infrastruttura pubblica autonoma che possa fare a meno dei circuiti privati non europei (principalmente statunitensi).

Altri obiettivi sono ridurre la frammentazione in tal senso, azzerare le commissioni per i servizi di base dei consumatori, offrire costi calmierati per i commercianti (aumentandone il potere contrattuale nei confronti dei fornitori privati) e favorire la massima inclusione finanziaria (possibilità di effettuare/ricevere pagamenti digitali anche per chi non possiede un conto bancario).