Fare acquisti online è ormai una realtà consolidata, anche dal punto di vista giuridico. Chi acquista beni e servizi su un e-commerce, infatti, ha gli stessi diritti e tutele di chi quegli stessi beni e servizi li acquisterebbe in un negozio fisico. Anzi, chi acquista online gode di una serie di tutele specifiche previste dalla legge europea, pensate per compensare il fatto che, a differenza di un negozio tradizionale, non è possibile vedere o toccare il prodotto prima di comprarlo.

Tra queste tutele, una delle più importanti è il diritto di recesso, ovvero la possibilità di annullare un acquisto, entro un certo limite di tempo, senza dover fornire spiegazioni. Proprio sul diritto di recesso c’è un’importante novità per tutti coloro che effettuano acquisti online (sia sui siti che sulle relative app). Dal 19 giugno, infatti, tutte le realtà digitali che vendono beni o servizi online sono obbligate a integrare un vero e proprio pulsante di recesso, accessibile direttamente nella piattaforma dove si è effettuato l’acquisto.

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Cos’è il diritto di recesso

Per capire la novità è utile chiarire cosa prevede la legge. Il diritto di recesso è la facoltà riconosciuta a qualsiasi consumatore che acquisti a distanza (online, ma non solo) di annullare il contratto entro 14 giorni dalla ricezione del bene, senza dover motivare la propria decisione e senza subire penali. Questa norma, come detto, si basa sul presupposto che chi compra a distanza non ha modo di valutare davvero un prodotto prima di riceverlo, e questa sorta di squilibrio informativo rispetto all’acquisto in negozio giustifica un periodo di “ripensamento” garantito dalla legge.

Il diritto si applica a tutti i contratti a distanza conclusi tra un professionista e un consumatore, a eccezione di alcune tipologie di prodotti (i beni confezionati su misura, i prodotti deperibili o i contenuti digitali già scaricati). Di base il diritto di recesso vale per 14 giorni, ma il periodo di validità può essere esteso automaticamente fino a 12 mesi nel caso in cui il venditore non informi correttamente l’acquirente dell’esistenza di questo diritto.

Il nuovo pulsante di recesso

Finora, per esercitare il diritto di recesso, i consumatori dovevano spesso orientarsi tra FAQ, condizioni generali di vendita o indirizzi e-mail non sempre facili da trovare. La novità (introdotta dal nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2673 del 22 novembre 2023, entrata nell’ordinamento italiano con il Decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 209) semplifica l’accesso a questo diritto. Dal 19 giugno tutti i siti web e le app che vendono prodotti o servizi ai consumatori sono obbligati a integrare una funzione digitale dedicata, che consenta di esercitare il diritto di recesso in modo chiaro, diretto e facilmente accessibile, nello stesso spazio digitale in cui è stato effettuato l’ordine.

L’obbligo riguarda esclusivamente i contratti stipulati online e non si applica alle vendite concluse per telefono o attraverso il commercio porta a porta.

Dal punto di vista pratico, la funzione deve essere chiaramente identificabile, con diciture comprensibili, sempre ben visibile e facilmente raggiungibile. Non sono ammessi percorsi complessi, link poco evidenti o procedure che possano ostacolare l’utente. Il sistema deve consentire al consumatore di avviare il recesso attraverso un processo guidato, nel quale inserire o confermare il proprio nome, gli estremi del contratto e un indirizzo e-mail per ricevere la conferma. A questo si aggiunge un passaggio obbligatorio di verifica, la cosiddetta “conferma del recesso”, che serve a rendere l’azione consapevole e a ridurre il rischio di invii accidentali.

Una volta avviata la procedura, il recesso si considera validamente esercitato nel momento in cui la dichiarazione viene trasmessa entro i termini previsti, indipendentemente dalla successiva conferma del venditore. Il professionista è tenuto a inviare rapidamente una ricevuta via e-mail contenente il testo della dichiarazione, con la data e l’ora di ricezione.

È importante precisare anche che la nuova funzione digitale non sostituisce gli strumenti già esistenti. Il consumatore può infatti continuare a esercitare il diritto di recesso attraverso le modalità tradizionali.