È opinione comune che l’abuso di smartphone e social sia un problema che tocca esclusivamente i più giovani, al punto che diverse istituzioni, come per esempio la scuola, stanno adottando soluzioni drastiche per cercare di ridurne l’utilizzo. Eppure, mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi sulle nuove generazioni, c’è un cambiamento più silenzioso che sta avvenendo sotto i nostri occhi: quello che riguarda gli over 60.
Diverse ricerche hanno dimostrato come sempre più persone in età pensionabile stiano scoprendo il mondo digitale, usandolo come strumento per restare in contatto con gli altri, riempire il tempo libero o, nei casi più gravi, per combattere la solitudine. Secondo le ultime rilevazioni, il 59% dei neo-pensionati trascorre più di un’ora al giorno online, una percentuale che sale oltre il 66% se si guarda all’uso del computer.
In Italia il fenomeno è ancora più evidente: tra il 2023 e il 2024 l’utilizzo di Internet è cresciuto di quasi otto punti percentuali tra i 65 e i 74 anni e di oltre sei punti tra gli over 75. Se fino a qualche anno fa gli anziani venivano considerati poco avvezzi alla tecnologia, oggi ne sono diventati frequenti utilizzatori, al punto che diverse aziende del settore hanno puntato a questo nuovo segmento di pubblico.
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Gli smartphone stanno ridisegnando la vita degli over 60
Non è un caso, infatti, che sempre più aziende stiano rilasciando prodotti e software studiati esclusivamente per un segmento di utenti più avanti con l’età, come smartwatch con funzioni mediche, auricolari che aiutano l’udito o le app pensate per il monitoraggio della salute. Quasi un over 65 su cinque possiede già uno smartwatch, mentre un numero sempre più crescente di anziani tra i 55 e i 64 anni possiede addirittura una console da gioco.
Assieme a questa rivoluzione del digitale, però, crescono anche gli aspetti negativi. Con più tempo libero a disposizione e meno vincoli sociali, come per esempio il lavoro, molti anziani finiscono per passare molte ore davanti uno schermo senza rendersene conto. La dinamica è molto simile a quella che colpisce gli adolescenti: lo smartphone diventa un modo per “evadere” che rischia di trasformarsi in una dipendenza.
Lo psichiatra Ipsit Vahia, che studia da anni il rapporto tra invecchiamento e tecnologia, ha spiegato che sempre più over 60 vivono una vita che si giostra tra realtà e social network, app di messaggistica e giochi. Questo aumento dell’uso degli smartphone tra la popolazione più adulta mette in luce anche il problema legato alla sicurezza, poiché molti dispositivi sono collegati a conti bancari e carte di pagamento. In questo modo gli anziani sono più esposti a truffe online, soprattutto attraverso canali molto utilizzati come WhatsApp, o più inclini a effettuare spese impulsive.
Ci troviamo quindi, secondo lo psichiatra, davanti ad un paradosso che racconta bene quanto la tecnologia, se non usata con consapevolezza, possa trasformarsi da alleata a rischio concreto. Il problema è che spesso chi è in pensione non ha attorno una rete di controllo, come possono esserlo per esempio i genitori nei confronti dei figli adolescenti. E così l’uso eccessivo dello smartphone negli anziani può diventare causa di ansia, insonnia e paure che nascono proprio online, come il timore costante di essere truffati o l’abitudine a passare tante ore sui social.
Eppure, spiega Vahia, sarebbe sbagliato fermarsi solo sugli aspetti negativi. Oltre alle migliorie alla qualità della vita che la tecnologia può apportare, per molti anziani Internet rappresenta una finestra sul mondo. Grazie alle videochiamate possono ridurre le distanze con figli e nipoti, la musica e i video in streaming possono riportare alla luce ricordi d’infanzia ed emozioni, mentre i videogiochi aiutano a mantenere la mente attiva. A differenza degli adolescenti, gli over 60 non hanno bisogno di costruire relazioni fondamentali, dunque lo smartphone, se usato con cognizione, può arricchire la loro vita.
Alla fine, quindi, la vera sfida non è puntare il dito contro gli anziani, ma capire come accompagnare questa trasformazione che non riguarda più soltanto i giovani. L’iper-connessione è diventata un tema trasversale che riguarda tutte le generazioni, dunque occorrerebbe smettere di vedere lo smartphone solo come un problema dei più piccoli e iniziare a considerarlo uno strumento che, a ogni età, va imparato a usare nel modo giusto.

