OnePlus Pad Go 2 è il classico prodotto che sulla carta sembra costruito apposta per diventare “il tablet per tutti”: grande display, tanta batteria, 5G opzionale, integrazione con l’ecosistema e una valanga di funzioni smart e AI che strizzano l’occhio a studenti, creativi e a chi cerca un dispositivo tuttofare per casa e mobilità. Allo stesso tempo, il posizionamento di prezzo lo mette in una fascia in cui la concorrenza è agguerrita, tra iPad base, Galaxy Tab e anche il fratello OnePlus Pad 2 che in promo si trova spesso vicino.
Dopo averlo messo alla prova come tablet “vero”, non solo da scheda tecnica, l’impressione è quella di un prodotto molto curato sull’esperienza d’uso quotidiana, con alcuni punti di forza davvero convincenti e qualche compromesso che va conosciuto prima di acquistare. È un dispositivo che premia chi vuole un grande schermo per contenuti, studio e produttività leggera più che chi cerca un mostro da gaming o un “mini-laptop” sostitutivo del PC.
Indice:
- OnePlus Pad Go 2: la video recensione
- Design e qualità costruttiva
- Display: qualità e comfort visivo
- Audio: quattro speaker e resa multimediale
- Prestazioni e chipset: il giusto compromesso
- Batteria e autonomia: più di due giorni senza problemi
- Software: OxygenOS 16 su tablet
- OnePlus Stylo: scrittura e creatività
- AI e suite produttiva: Note, Writer, Editor
- Fotocamere: non servono più potenti
- Prezzo e disponibilità
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OnePlus Pad Go 2: la video recensione
Design e qualità costruttiva
Dal vivo OnePlus Pad Go 2 comunica immediatamente l’idea di un prodotto “seriamente consumer”: sottile, leggero quanto basta e con una scelta di colori che prova a uscire dal solito grigio anonimo. La variante Lavender Drift, con le microincisioni che catturano la luce, è quella che colpisce di più: fa molto “tech lifestyle”, è riconoscibile.
Il modello Shadow Black, quello da noi provato, è più sobrio e professionale, con una finitura opaca molto pulita che però tende a far emergere la polvere più che le impronte. Il peso è nell’ordine dei 597 g per la versione Wi‑Fi e 599 g per quella 5G, con spessore di 6,83 mm: nella pratica significa che lo si può reggere in mano per leggere o prendere appunti per un bel po’, anche se dopo circa mezz’ora in verticale si inizia ad apprezzare moltissimo la cover con stand.

Una cosa che si percepisce subito è la buona solidità strutturale: non ci sono scricchiolii, la scocca è rigida e anche facendo una torsione leggera non si notano cedimenti strani. Il frame sottile però rende evidente che è comunque un prodotto pensato per l’uso con due mani o appoggiato su un supporto, specie considerando la diagonale da 12,1 pollici che amplifica qualunque minimo movimento. La somiglianza ad un iPad Air è all’estremo e forse qui OnePlus avrebbe potuto fare qualcosa in più per rendere più originale questo suo prodotto anche se il rimando a OnePlus 15 e 15R è palese.
In fatto di ergonomia il protagonista è il formato: OnePlus usa un rapporto 7:5 che chiama ReadFit, che di fatto offre circa il 14% di area attiva in più rispetto al classico 16:10 a parità di diagonale. Questo vuol dire che mentre lo si tiene in verticale si ha una sensazione quasi di “libro A4 compatto”, con più testo per schermata e meno scrolling in lettura, soprattutto su PDF, documenti e siti ricchi di testo.

In orizzontale, per film e serie, il vantaggio è più sottile: le bande nere sui contenuti 16:9 restano, ma lo spazio per tenere a bordo l’interfaccia (soprattutto in multitasking) è molto più comodo di un 16:10 tradizionale. Il compromesso è che nella presa a una mano il tablet resta abbastanza largo, quindi l’uso più naturale è seduto, con appoggio sulle gambe, scrivania o stand; sul divano è perfetto con la cover piegata, da mano nuda alla lunga stanca.

Un punto a favore è la distribuzione dei tasti e delle porte: i pulsanti volume e alimentazione sono facili da raggiungere in entrambe le orientazioni e il posizionamento dei quattro speaker è pensato per ridurre al minimo la copertura involontaria con il palmo. Durante giochi o streaming in orizzontale capita comunque di tappare uno speaker, ma l’effetto è meno drammatico di altri tablet con fori più concentrati.
Display: qualità e comfort visivo
Lo schermo è il cuore del Pad Go 2: 12,1 pollici, risoluzione 2800×1980 pixel, 284 ppi, pannello LCD a 120 Hz con supporto Dolby Vision, 98% DCI‑P3 e picco dichiarato di 900 nit in High Brightness Mode. A livello di definizione si sta davvero tranquilli: il testo è molto nitido, gli elementi dell’interfaccia sono ben incisi e, se si tiene il tablet alla distanza tipica d’uso, non viene mai voglia di avvicinarlo per “vedere meglio” un font.
In contenuti HDR e Dolby Vision (Netflix in primis) il salto rispetto a tablet economici è evidente: le scene scure mantengono più dettaglio, le alte luci non bruciano subito e i colori hanno una saturazione bella piena ma senza effetto “cartone animato”. Resta il limite dell’LCD, chiaramente: i neri non sono profondi come un OLED e in ambienti completamente bui, con contenuti a sfondo nero, il glow della retroilluminazione si nota soprattutto ai bordi.

Sul fronte luminanza, i 900 nit HBM sono un valore di picco: in interni il tablet è comodamente leggibile già al 40–50% della barra, e sotto sole diretto si riesce a portare a casa la lettura di una mail o qualche pagina, ma non è il display da usare per lavorare all’aperto per ore non essendo un pannello opaco. La certificazione TÜV Rheinland Smart Care 4.0 e l’insieme di funzioni legate alla protezione occhi (gestione del flicker, filtri luce blu, modalità lettura) fanno effettivamente la differenza nelle sessioni lunghe: dopo un pomeriggio di PDF, browsing e appunti la stanchezza visiva è inferiore rispetto a molti LCD meno curati.
Il pannello supporta 30/60/90/120 Hz con refresh adattivo, quindi non è fisso a 120 Hz: il sistema sceglie il valore in base al contenuto per ottimizzare i consumi. Nell’uso quotidiano le animazioni di sistema e lo scrolling nelle app di sistema e in quelle ben ottimizzate restano quasi sempre a 90–120 Hz, con una buona sensazione di immediatezza.


In qualche app terza parte (social meno ottimizzati o siti particolarmente pesanti in browser) si nota un leggero salto di fluidità, soprattutto se l’app non è progettata per alti frame rate; non è un problema del pannello in sé, quanto del mix software+app che ogni tanto scende a 60 Hz per risparmiare. Per un utente medio resta comunque un’esperienza molto reattiva, mentre chi viene da tablet top gamma con pannelli ancora più reattivi e SoC più pompati percepisce un minimo di differenza.

Audio: quattro speaker e resa multimediale
OnePlus Pad Go 2 monta quattro speaker con tecnologia “Omnibearing Sound Field”, in grado di capire l’orientamento del tablet e riassegnare i canali stereo di conseguenza. L’effetto pratico è che il campo stereo resta coerente sia che tieni il tablet in orizzontale sia in verticale, e anche ruotandolo l’immagine sonora non si “sballa”.
La qualità in sé è più che buona per la fascia: il volume massimo è alto, sufficiente per una stanza medio-grande, e la resa è tendenzialmente equilibrata, con alti mai troppo taglienti e medi ben presenti per voci, podcast e lezioni. I bassi ci sono, ma non aspettarti il punch di un iPad Pro o di un Galaxy Tab top: parliamo di un’intonazione piacevole ma non “cinematografica” come le soluzioni più costose.

Manca il jack da 3,5 mm, scelta ormai scontata ma che va menzionata: per chi studia o lavora in biblioteche e ambienti condivisi conviene mettere in conto un buon paio di cuffie Bluetooth. La compatibilità con codec come aptX, aptX HD e LDAC aiuta parecchio se hai cuffie adeguate: la latenza è contenuta e la qualità percepita con brani lossless o quasi è molto valida per un tablet.
Prestazioni e chipset: il giusto compromesso
Al centro dell’esperienza c’è il MediaTek Dimensity 7300‑Ultra, un SoC a 4 nm con CPU octa‑core (4 core Cortex‑A78 fino a 2,5 GHz e 4 Cortex‑A55 a 2,0 GHz) e GPU Mali‑G615 MC2. È una piattaforma pensata per il medio gamma, con un buon equilibrio tra efficienza e prestazioni, non certo il chip da record, ma adatto al target del prodotto.
Nell’uso reale, con 8 GB di RAM LPDDR5X e storage da 128 o 256GB UFS 3.1, il tablet gestisce senza problemi il classico mix di multitasking: browser con molte tab aperte, app di produttività, client mail, video in picture‑in‑picture, note e qualche social in background. OxygenOS 16 fa un buon lavoro nel tenere in memoria le app “giuste” e chiudere quelle meno importanti, con un tuning abbastanza aggressivo ma non fastidioso: le riaperture non sono così frequenti da risultare frustranti, soprattutto nelle app usate più spesso.

Per quanto riguarda i giochi, i titoli casual e quelli di media complessità girano bene con impostazioni grafiche medio‑alte; nei giochi più pesanti, per mantenere stabilità e temperatura sotto controllo, conviene abbassare un po’ i dettagli. È un tablet con cui si può giocare, ma non il dispositivo che si compra come priorità per il gaming competitivo: frame rate stabili sì, ma non ai livelli di un flagship con SoC di ultima generazione.
Uno degli aspetti su cui OnePlus insiste è la “fluidità a 48 mesi”, certificata da TÜV SÜD, che poggia sia sull’ottimizzazione software sia sull’efficienza del Dimensity 7300‑Ultra. Nelle sessioni lunghe (streaming, note + browsing, qualche gioco) il tablet si scalda in modo uniforme sul retro, soprattutto nella zona verso il centro, ma mai in modo preoccupante.
La gestione termica sembra conservativa: il SoC non viene spinto al massimo per troppo tempo se non serve, con un comportamento che privilegia costanza a scapito del picco assoluto. Questo è positivo per chi pensa di usarlo davvero come strumento di lavoro/studio “maratoneta”: niente throttling drammatico in sé, ma piuttosto un plateau prestazionale che rende prevedibile la risposta del sistema anche dopo ore.

Pad Go 2 è il primo tablet OnePlus con 5G e la cosa interessante è che ci arriva con una doppia strategia: modello con SIM diretta e modalità di condivisione dati intelligente con i telefoni OnePlus. Nel primo caso funziona come un normale tablet 5G: inserisci la SIM, fai tethering al contrario e vivi felice con streaming, download e video lezioni ovunque.
La modalità “Mobile Data Communication Sharing” invece è più raffinata: se hai un OnePlus compatibile, puoi fare in modo che il tablet usi direttamente la connessione del telefono in modo trasparente, con un’accensione del collegamento molto più efficiente di un hotspot classico e un risparmio di batteria sullo smartphone stimato intorno al 30%. Inoltre il tablet può sfruttare il GPS del telefono per una localizzazione più accurata, cosa utile in scenari tipo mappe in mobilità o app che richiedono posizione precisa.
Sul fronte Wi‑Fi c’è supporto a Wi‑Fi 6, quindi nessun collo di bottiglia lato rete domestica moderna. Non mancano Bluetooth 5.4 con profili audio evoluti e USB‑C con OTG, ma restano assenti NFC e qualsiasi forma di output video cablato tipo HDMI out: questo limita un po’ il suo potenziale come “mini workstation” per chi sogna di collegarlo facilmente a monitor esterni.
Batteria e autonomia: più di due giorni senza problemi
La batteria è uno dei punti più forti: 10.050 mAh con ricarica 33W SUPERVOOC. I numeri dichiarati parlano di fino a 15 ore di riproduzione video, 53 ore di musica e 60 giorni di standby, valori che nell’uso reale chiaramente si ridimensionano ma danno un’idea della filosofia alla base del prodotto. In pratica, con un profilo misto che alterna:
- 2–3 ore di streaming video (Netflix/YouTube, anche in Dolby Vision).
- 2 ore di browsing e lettura articoli.
- 1–2 ore di note, PDF e documenti.
- Notifiche attive e qualche chat.
È realistico chiudere due giornate intere senza ansia da presa di corrente, arrivando a sera del secondo giorno intorno al 20–30% di batteria. Se lo si usa in modo più intenso, tipo sostituto del laptop in mobilità (tastiera, hotspot, molte videochiamate), si scende alla classica giornata piena con margine, che per un 12,1 pollici è comunque un ottimo risultato.
La ricarica a 33W non è fulminea come i telefoni OnePlus più estremi, ma per un tablet di questa capacità le due e passa ore per lo 0–100% sono credibili e adeguate al target. In più, la presenza della ricarica inversa a 6,5 W è una di quelle funzioni “da una volta al mese ma quando serve ti salva”: puoi rianimare lo smartphone in emergenza mentre sei in treno o in aula.
Software: OxygenOS 16 su tablet
Pad Go 2 arriva con Android 16 e OxygenOS 16, con una personalizzazione abbastanza coerente con quella degli smartphone OnePlus, ma adattata a schermo grande. La buona notizia è che l’interfaccia è pulita, le animazioni sono fluide e non c’è un bloatware esagerato: la sensazione generale è di sistema relativamente “leggero” e curato.
Le funzioni specifiche da tablet sono soprattutto nel multitasking: Open Canvas permette di avere due app in split screen più una flottante, con gesture per entrare/uscire dalla modalità multi‑finestra molto intuitive (slide con due dita dall’alto per lo split, pinch a quattro dita per trasformare un’app in finestra). Nella pratica, scrivere su un documento mentre si consulta una pagina web e si tiene aperto un chat in floating window è uno scenario naturale e gestito senza troppi compromessi, merito anche della diagonale generosa.

Meno convincente, se si viene da ecosistemi più maturi lato tablet, è la coerenza di alcune app di terze parti con la modalità multi‑finestra: non è colpa diretta di OnePlus, ma è un limite ancora presente in Android tablet in generale. Ci sono app che non si ridimensionano bene o che non supportano tutte le modalità di finestra, e questo ogni tanto rompe la “magia” di un multitasking altrimenti ben pensato.
A completare il quadro c’è l’integrazione con Google Gemini, accessibile anche via pulsante dedicato sulla lockscreen, e Circle to Search, che permette di cerchiare elementi sullo schermo per lanciare ricerche contestuali. Nel quotidiano questo si traduce nella possibilità di:
- Cerchiare una formula, un grafico o un paragrafo in una lingua diversa e ottenere spiegazioni e traduzioni senza uscire dall’app.
- Contestualizzare immagini, prodotti o concetti incontrati mentre studi o navighi.

È uno di quei casi in cui la combinazione di grande display, penna e AI fa davvero la differenza: invece di saltare tra mille app, resti nel flusso del contenuto e usi l’AI come strumento di approfondimento in linea con l’idea di “tablet per studio e ricerca”. Rimane però fondamentale un uso consapevole: per testi complessi e contenuti di valore, l’AI va vista come supporto, non sostituto del lavoro critico personale.
OnePlus Stylo: scrittura e creatività
Il digitalizzatore vero protagonista della produttività su Pad Go 2 è il nuovo OnePlus Pad Go 2 Stylo (venduto separatamente), una penna Bluetooth con 4.096 livelli di pressione, bassa latenza e diverse scorciatoie integrate. L’esperienza di scrittura punta a imitare la carta: la punta in gomma dà quel minimo di attrito che impedisce di “scivolare via”, anche se il feeling resta leggermente più scorrevole rispetto a soluzioni con vetro opacizzato o pellicole matte.

La latenza è contenuta: per prendere appunti, firmare documenti e fare schemi veloci la sensazione è di un input che segue bene la mano, senza quella coda fastidiosa che a volte si trova nelle stylus economiche. Meno adatto, invece, per illustratori esigenti che cercano precisione assoluta, feedback perfetto sulla pressione e integrazione profonda con app professionali: la base è buona, ma il software lato Android in generale non è ancora al livello del duo iPad + Procreate o dei Galaxy Tab più spinti.

Molto utile la logica delle scorciatoie: con swipe e tap puoi lanciare al volo un nuovo appunto, passare alla gomma, richiamare l’ultimo strumento o attivare la selezione screenshot a forma libera, rettangolo o ellisse. In concreto, quando stai seguendo una lezione o una call, puoi catturare una slide, evidenziare e annotare al volo senza dover cercare pulsanti di sistema o appositi menù. L’autonomia dichiarata della penna parla di circa 20 ore di uso, con ricarica rapidissima: 10 minuti di carica per circa 12 ore di utilizzo. È un accessorio che ti scordi facilmente di ricaricare perché nella realtà la usi a sessioni, non continuativamente, ma è bene ricordare che resta un elemento separato da collegare via Bluetooth e non una penna “a induzione” alla Apple Pencil.
AI e suite produttiva: Note, Writer, Editor
Uno degli sforzi più visibili di OnePlus su questo prodotto è la spinta sull’AI “di sistema”, integrata nell’app Note e in una serie di strumenti pensati per chi studia, scrive o crea contenuti. Nel concreto ci sarà: riconoscimento della scrittura, abbellimento calligrafico, calcolatrice scritta a mano, strumenti di ritaglio immagine, un writer AI, un recorder con trascrizione intelligente, un editor foto AI e funzioni di traduzione e riassunto.
Nell’app Note, il riconoscimento della scrittura in testo digitale funziona sorprendentemente bene con grafie anche non perfette, a patto di rimanere entro un certo ordine visivo. La funzione di “handwriting enhancement” è quella che colpisce di più in ambito accademico-lavorativo: rende gli appunti belli da vedere senza stravolgere il tuo stile, una via di mezzo tra la scritta “a mano” e il testo battuto al computer.

La calcolatrice scritta a mano è il classico strumento che diventa un’arma in più per chi fa materie scientifiche: potenze, logaritmi, trigonometria e altro vengono interpretati e risolti direttamente sullo schermo senza cambiare app. È chiaro che non sostituisce software specialistici o CAS avanzati, ma nell’ottica di appunti su fisica, matematica o economia è comodissima.
Il blocco “AI Writer” si propone come un assistente sempre disponibile per riassunti di meeting, mail, testi di presentazione, post social e così via. Puoi chiedere correzione, cambio di tono, riduzione o espansione del testo, con profili che vanno dal formale al casual fino a qualcosa di più “spiritoso”. Per un tablet che punta molto su studenti e knowledge worker è un plus che, se usato con criterio, fa risparmiare tempo nella fase di prima stesura o di polishing di testi veloci.
AI Recorder trasforma lezioni e riunioni in testi con riconoscimento dei parlanti, supportando diverse lingue e con un piano di estensione via OTA. È una funzione preziosa soprattutto per chi segue corsi o meeting in lingua mista, ma va ricordato che lavora su file registrati direttamente dal tablet: non sostituisce servizi cloud terzi, piuttosto li integra con un livello maggiore di controllo locale.








Infine, l’AI Editor offre strumenti come rimozione oggetti, sfuocatura intelligente, miglioramento dettagli e rimozione riflessi: non è un Lightroom, ma per presentazioni, relazioni illustrate e materiale per social o blog è più che sufficiente. AI Translate e AI Summary chiudono il cerchio: traduzione a schermo e riassunti rapidi di pagine web, PDF e documenti aiutano tanto quando devi processare tanti contenuti in poco tempo.
Fotocamere: non servono più potenti
Le fotocamere non sono il focus del prodotto: all’orizzonte si trovano un sensore da 8 MP sul retro e uno da 8 MP sul fronte, entrambi con video fino a 1080p a 30 fps. Per un tablet ha perfettamente senso: vengono usate soprattutto per videolezioni, call e qualche foto di documenti o lavagna.
In videochiamata la camera frontale se la cava bene: il dettaglio è sufficiente, la gestione della luce è discreta e il microfono, complice l’elaborazione software, riesce a mantenere la voce chiara anche con un po’ di rumore di fondo. Per foto di appunti su carta, libri e slide proiettate, la fotocamera posteriore fa il suo dovere; si vede che non è il sensore di uno smartphone top, ma come strumento di lavoro/studio è più che adeguata.
Prezzo e disponibilità
OnePlus Pad Go 2 in Italia parte ufficialmente da 349 euro per la versione 8+128 GB Wi‑Fi e arriva a 449 euro per la configurazione 8+256 GB 5G, con Stylo a 79 euro e custodia protettiva a 39,99 euro. Di seguito riportiamo il listino prezzi:
- OnePlus Pad 2 Go (Wi-Fi, 8+128 GB) proposto al prezzo di 349 euro
- OnePlus Pad 2 Go (5G, 8+256 GB) proposto al prezzo di 449 euro
- OnePlus Stylo proposto al prezzo di 79 euro
- Custodia protettiva proposta al prezzo di 39,99 euro
In questa fascia di prezzo, il modello Wi‑Fi si scontra direttamente con i tablet Android di fascia media più recenti e con l’iPad base in promo, ma si difende con display più grande, batteria più generosa e un pacchetto di funzioni AI/ecosistema più ricco del solito “solo streaming”. Il 5G a 449 euro è chiaramente rivolto a chi ha un uso intensivo in mobilità (studenti fuorisede, professionisti che viaggiano, chi lavora spesso in treno o in hotspot), e tiene conto anche della memoria raddoppiata a 256 GB che, su un tablet con vocazione a contenuti pesanti, è una differenza reale e non solo numerica.

Guardando il quadro complessivo, il listino “nudo” di OnePlus Pad Go 2 è corretto ma non sconvolgente: a prezzo pieno si scontra con player forti e qualche promo aggressiva di prodotti con SoC più potenti. È sulle promozioni presenti sul OnePlus Store che il tablet diventa davvero interessante: gli sconti diretti di 50€ più il valore degli accessori spostano il rapporto qualità/prezzo verso l’alto.
Acquista OnePlus Pad Go 2 sul sito ufficiale
Sul sito ufficiale del produttore cinese, sono in vigore alcune promozioni che dureranno fino alle 23:59 del 31 gennaio 2026 e prevedono:
- Sconto immediato di 50 euro
- Dispositivo in omaggio (fino esaurimento scorte)
- In fase di vendita aperta (dalle 10:00 del 24 dicembre 2025) cuffie in omaggio dal valore fino a 119 euro
- Bonus di 30 euro con permuta di un dispositivo (smartphone, smartwatch, tablet, auricolari e altro)
- Sconto extra del 10% per studenti o utenti aziendali verificati
Per questo, la raccomandazione pratica è quasi banale ma cruciale: ha molto più senso acquistare Pad Go 2 dentro questa finestra promozionale, calcolando il valore effettivo di ciò che userai (auricolari, accessori, trade‑in) piuttosto che guardare al solo listino. Il modello Wi‑Fi 8/128, con sconto e magari Stylo presa a parte, è il “sweet spot” per la maggioranza del pubblico; il 5G 8/256 è la scelta ragionata di chi sa già di passare molte ore al giorno lontano dal Wi‑Fi e di voler un tablet che non dipenda dal tethering del telefono.
Pro:
- Schermo 12,1 pollici 2.8K luminoso e fluido a 120 Hz
- Autonomia eccellente e ricarica rapida 33 W
- Ottimo audio con quattro speaker bilanciati
- Ecosistema OnePlus ben integrato con smartphone
- Funzioni AI e Stylo molto utili per studio e lavoro
Contro:
- Display LCD, neri e contrasto non da OLED
- Niente lettore d’impronte digitali
- Prestazioni buone ma non da top di gamma
- Penna e cover vendute separatamente
- Nessun output video cablato per monitor esterni
