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Il 35% degli utenti Android si è imbattuto in software dannoso? Qualche considerazione

Secondo una ricerca svolta da Bitkom, circa il 35% degli utenti Android ha avuto a che fare con software dannoso negli ultimi 12 mesi, più di uno su tre dunque. In realtà c’è da fare qualche considerazione al riguardo, in quanto letto così sembra un dato veramente allarmante.

Il sondaggio infatti non spiega dettagliatamente cosa gli intervistati considerino come “software dannoso” e/o “programma malevolo”. “Il software dannoso si nasconde spesso in app apparentemente innocue“, sostiene Susanne Dehmel di Bitkom. “Quando si installano queste app, esse vanno automaticamente a infettare lo smartphone“.

La domanda che è stata posta agli intervistati è la seguente: “Il tuo smartphone utilizzato privatamente è stato infettato da programmi malevoli, come virus o trojan negli ultimi 12 mesi?” In realtà sarebbe stato interessante specificare meglio: cosa gli utenti considerano come tali? Sono in grado di distinguere banner pubblicitari fastidiosi da veri malware e programmi realmente pericolosi? Ponendo il sondaggio in questo modo si rischia di esagerare e portare a interpretazioni fin troppo allarmistiche.

Secondo i dati raccolti in Germania da Bitkom, gli utenti si stanno sempre più preoccupando della loro sicurezza “digitale”: il 76% ha attivato il blocco della scheda SIM, il 53% la funzione di localizzazione (da usare nel caso di furto), il 40% ha installato un programma antivirus, il 34% esegue il backup dei dati sul cloud o sul PC regolarmente, mentre solo il 3% non usa niente di tutto ciò.

Per quanto riguarda lo smartphone in sé, il 35% utilizza l’impronta digitale, il 4% lo sblocco tramite riconoscimento facciale e il 2% la scansione dell’iride. A prevalere è ancora il classico codice o PIN (64%).

Il suggerimento è come sempre quello di sfruttare al meglio ciò che il vostro smartphone offre in quanto a sicurezza, aggiornando il software all’ultima versione resa disponibile dal produttore. Oltre a questo, limitare l’installazione delle app al solo Google Play Store è già un buon passo avanti, anche se, come abbiamo visto in diversi casi, ciò non costituisce una garanzia al 100% (meglio verificare sempre recensioni, download e punteggi, scartando app che riportano qualcosa di “sospetto” o richieste di permessi inutili).

Vi siete mai imbattuti in software dannoso? Raccontateci la vostra esperienza nel solito box.

Fonte: Bitkom

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