Plastic Radar: salvare le spiagge con WhatsApp è possibile

Plastic Radar: salvare le spiagge con WhatsApp è possibile
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La salute del nostro Pianeta è un argomento molto delicato che si intensifica con l’arrivo dell’estate. In questa stagione, infatti, a causa di grandi spostamenti verso le spiagge di turisti e non, queste diventano un ritrovo di rifiuti che, prima o poi, finiranno in mare andando a sporcare il nostro oceano e creando problemi alle creature che ne vivono all’interno. Proprio per cercare di risolvere questa problematica, recentemente è stato lanciato il servizio Plastic Radar.

Si tratta di un’iniziativa proposta da Greenpeace che permette alle persone di segnalare la presenza di rifiuti sulle spiagge. La segnalazione avviene mediante l’invio di una foto al numero di Plastic Radar +393423711267 tramite il social di messaggistica WhatsApp che immortali il rifiuto presente sulla spiaggia, la sua marca e la posizione in cui si trova. A seguito della sua ricezione, il team di Greenpeace lo esaminerà e pubblicherà informazioni relative a esso – in forma anonima – sul sito web dedicato.

Ecco come Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, descrive Plastic Radar:

Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi

Tutti i dati raccolti mediante l’utilizzo di questo servizio saranno utili per stimare le zone marittime più inquinate del nostro Paese e per fare statistiche su quali prodotti vengono dispersi più frequentemente sulle spiagge. Fino ad adesso, stanno collaborando con questo progetto 54 persone e i rifiuti maggiormente presenti sono bevande.

Plastic Rader, inoltre, ha il compito di sensibilizzare le grandi multinazionali, spingendole ad abbandonare l’utilizzo di contenitori e imballaggi in plastica monouso optando per soluzioni multiuso, come leggiamo in quest’altra dichiarazione di Ungherese:

Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta.

Con le spiagge sempre più affollate e inquinate, è questo il momento di intervenire denunciando le irregolarità e cercando di non sporcare ciò che ci circonda, che presto – a causa nostra – potrebbe scomparire per sempre. Cosa ne pensate di questa iniziativa? Fatecelo sapere nel box dei commenti!

Fonte: Macitynet