Alcuni parlamentari chiedono di bloccare la diffusione del 5G perché nocivo per la salute

Alcuni parlamentari chiedono di bloccare la diffusione del 5G perché nocivo per la salute
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Da alcuni parlamentari appartenenti al Movimento 5 Stelle e al gruppo misto arriva un’istanza che rischia di rallentare la diffusione della connettività 5G nel nostro Paese. La loro preoccupazione è che la nuova tecnologia possa essere nociva per la salute dei cittadini:

Preso atto che Vodafone, dopo aver completato la sua fase sperimentale a Milano, ora ha acceso la sua rete 5G anche a Roma, Napoli, Torino e Bologna, al fine di tutelare la salute pubblica, abbiamo trasmesso alle amministrazioni in questione un’istanza per richiederne l’immediata sospensione.

Ricordiamo che Vodafone ha lanciato la propria rete 5G solo da pochi giorni e da domenica 16 giugno in queste cinque città sarà possibile sfruttarla, ovviamente a condizione che si abbia uno smartphone che supporta tale connettività.

Quasi immediata è arrivata la replica di Asstel, che precisa che la fornitura di servizi 5G è autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, aggiungendo che la salute pubblica viene tutelata dal rispetto della vigente legislazione.

Gli effetti delle radio-frequenze fino a 300 Gigahertz, incluse quindi anche le frequenze utilizzate dalle reti 5G, sono stati studiati dalla ricerca scientifica internazionale, sono noti e valutati non dannosi entro i limiti stabiliti a livello mondiale ed europeo, in modo non difforme dalla disciplina applicabile ad altri strumenti, anche di impiego domestico, che utilizzano bande di frequenza; anche i c.d. effetti sanitari a lungo termine sono costantemente studiati dagli organismi internazionali e non hanno, a giudizio degli organismi internazionali, segnalato conseguenze patologiche. Si comprende quindi che non c’è alcun fondamento oggettivo alla richiesta di sospensiva dell’esercizio delle reti 5G.

Appuntamento al prossimo capitolo di una vicenda che, probabilmente, ci farà compagnia per tutta l’estate.

Vai a: come funziona il 5G

Aggiornamento delle ore 13:00. Pronta è arrivata la risposta di ASSTEL, che ha voluto esporre la propria posizione riguardo alle richieste fatte da alcuni parlamentari. Ecco cosa si legge nel suo comunicato:

“Si apprende  da agenzie stampa che alcuni parlamentari hanno chiesto il blocco del servizio di telecomunicazioni in tecnologia 5G in atto in 5 città italiane“, si legge nella nota stampa di Asstel. Asstel ricorda innanzitutto che la fornitura di servizi 5G è autorizzata dal  Ministero dello Sviluppo Economico e che la tutela della salute pubblica è assicurata dal rispetto delle norme di cui alla legge 36 del 2001 e dal DPCM dell’8 luglio 2003. Inoltre Asstel ritiene che la richiesta sia intempestiva ed irrispettosa nei confronti del Parlamento, che ha avviato da mesi un’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, nel corso della quale sono stati ascoltati rappresentanti dell’industria, delle istituzioni scientifiche e sanitarie, esperti del mondo dell’ambientalismo e scienziati di chiara fama. Il Presidente di Asstel, insieme ai rappresentanti aziendali e della comunità scientifica hanno ampiamente relazionato la Commissione IX della Camera, Trasporti e Telecomunicazioni, a riguardo di alcuni fatti fondamentali di cui occorre essere consapevoli: le norme che presidiano la tutela della salute sono stabilite da un organismo indipendente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unione Europea, nonché dai governi di tutti gli stati europei; gli effetti delle radio-frequenze fino a 300 Gigahertz, incluse quindi anche le frequenze utilizzate dalle reti 5G, sono stati studiati dalla ricerca scientifica internazionale, sono noti e valutati non dannosi entro i limiti stabiliti a livello mondiale ed europeo, in modo non difforme dalla disciplina applicabile ad altri strumenti, anche di impiego domestico, che utilizzano bande di frequenza; anche i c.d. effetti sanitari a lungo termine sono costantemente studiati dagli organismi internazionali e non hanno, a giudizio degli organismi internazionali, segnalato conseguenze patologiche. Si comprende quindi che non c’è alcun fondamento oggettivo alla richiesta di sospensiva dell’esercizio delle reti 5G. Asstel reitera invece la proposta, già formulata alla Commissione Parlamentare, di istituire una Commissione governativa scientifica permanente, come già esiste in altri paesi europei, con il compito di effettuare il monitoraggio costante degli esisti della ricerca scientifica a livello internazionale, affinché vi sia un aggiornamento costante sullo stato del conoscenza e sui suoi progressi nel tempo, per la ovvia ragione che la sicurezza e la salute dei cittadini sono un bene primario a cui tutti, imprese di telecomunicazioni incluse, tengono allo stesso modo. Inoltre si raccomanda agli organi di Governo di avviare ulteriori iniziative di divulgazione ed informazione scientificamente corretta delle conoscenze già disponibili a riguardo di questo tema, a beneficio di tutti i cittadini, inutilmente allarmati.”

Fonte: Dday
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