I giochi popolari inviano dati sconosciuti a entità sconosciute, anche se gli sviluppatori sono affidabili

I giochi popolari inviano dati sconosciuti a entità sconosciute, anche se gli sviluppatori sono affidabili
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Una serie di studi ha dimostrato che i giochi popolari inviano dati a più entità di terze parti e persino gli sviluppatori interessati potrebbero non sapere quali dati vengono inviati a chi. Angry Birds, tanto per citarne uno, invia intenzionalmente dati pubblicitari a 43 entità, ma lo sviluppatore Rovio si è rivelato inconsapevole di dati aggiuntivi inviati tramite SDK di terze parti.

Un estratto pubblicato da Vox ha riassunto il problema spiegando che il modo in cui i giochi mobili raccolgono informazioni sui loro utenti e i dettagli del tipo di informazioni che stanno raccogliendo rimane incredibilmente opaco e che gli sviluppatori potrebbero non sapere esattamente cosa stanno raccogliendo sui loro utenti o su come vengono sfruttati i dati, dal momento che  giochi per dispositivi mobili sono pieni di codice di altre società.

Gli studi hanno dimostrato che l’utente gioca in modo diverso quando è depresso o a dieta, a prova del fatto che la tecnologia di base è davvero potente in cui il potenziale di abuso è enorme.

Le politiche sulla privacy sono in genere vaghe, riferendosi a definizioni come i “dati di gameplay”, ma questo non è necessariamente così innocuo come sembra e sebbene i dati catturati dai giochi popolari siano anonimi, non è detto che sia vero nella pratica.

Una recente inchiesta del New York Times ha evidenziato che è incredibilmente facile de-anonimizzare e che centinaia di app raccolgono dati di localizzazione in tempo reale “anonimi” che necessitano solo degli indizi contestuali addizionali più sottili da collegare a una singola persona.

Rovio è stato dato come esempio di uno sviluppatore che mira a essere trasparente sui dati che cattura, che tuttavia non era a conoscenza degli SDK relativi agli annunci nel suo codice.

Un portavoce di Rovio sostiene che i suoi giochi utilizzano solo gli ID pubblicitari ripristinabili forniti da Apple e Google e non includono kit di sviluppo software di inserzionisti di terze parti, ma il recente studio di Berkeley ha dichiarato il contrario.

La maggior parte dei dati catturati dalle app viene utilizzata per scopi innocui, come pubblicare annunci personalizzati in base agli interessi dell’utente e aiutare gli sviluppatori a capire quali sono le funzionalità dell’app più popolari, ma allo stesso tempo è pur vero che le attuali pratiche di acquisizione dei dati sono tutt’altro che trasparenti e che alcuni dei dati raccolti da giochi popolari potrebbero essere utilizzati in modo improprio da uno sviluppatore o da un hacker.

Fonte: 9to5mac
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