In molti vorrebbero cancellarsi da Facebook, che intanto deve affrontare nuove grane

Facebook è ancora nell’occhio del ciclone per lo scandalo Cambridge Analytica e non solo: mentre le richieste riguardanti la cancellazione da Facebook da parte degli utenti stanno subendo un boom in queste settimane, Mark Zuckerberg deve affrontare anche alcuni problemi di privacy legati a un algoritmo per il riconoscimento facciale.

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, al quale abbiamo dedicato un video approfondimento, molti utenti sembrano essere interessati a cancellarsi dal popolare social network. La piattaforma di web marketing SEMrush ha compiuto alcune analisi delle ricerche e ha potuto constatare che, solamente in Italia:

  • circa 22 mila persone hanno cercato “come eliminare l’account Facebook”;
  • quasi 40 mila persone hanno chiesto a Google “come cancellarsi da Facebook”;
  • la richiesta “cancellare Facebook”, insieme con le richieste relative, è stata fatta più di 68 mila volte.

Durante il mese di marzo queste richieste hanno subito una crescita del 20%: il numero più alto di richieste ha riguardato i primi giorni in seguito allo scandalo, ma nel mese di aprile il trend non sembra placarsi più di tanto; ci sono stati anche aumenti di ricerche come “trattamento dei dati personali”, e “privacy su Internet”, segno che le persone si stanno preoccupando sempre di più di questi aspetti.

Situazione simile, secondo i dati, anche in altri Paesi europei e negli USA: l’anno scorso il volume di ricerca più elevato è stato raggiunto a giugno e luglio (circa 150.000 ricerche), ma entro la fine di marzo 2018 è cresciuto di oltre il 100%, fino a 350.000.

L’ultima cosa che Mark Zuckerberg vorrebbe in questo momento sono altri problemi, ma sembra che il suo desiderio sia destinato a rimanere tale: pare che il social possa aver utilizzato in modo illegale alcuni algoritmi di riconoscimento facciale per il suggerimento dei tag da inserire con l’upload delle foto. Secondo i querelanti statunitensi, il permesso di usare tale algoritmo non è stato richiesto con la sua introduzione nel 2011 e il suo utilizzo è dunque da ritenere illegale.

Facebook potrebbe dunque dover affrontare una nuova class action, anche se in questo caso non sembra essere preoccupata più di tanto; un portavoce ha infatti dichiarato che il caso non sussiste e che la compagnia si difenderà “vigorosamente“.

Avete pensato anche voi di cancellare il vostro account di Facebook in seguito al recente scandalo? Fateci sapere la vostra nel solito box qui in basso.

Fonte: Androidpolice

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