Google fa il punto della situazione sulla lotta alle app dannose presenti nel Play Store

Google fa il punto della situazione sulla lotta alle app dannose presenti nel Play Store
{ "img": {"small":"https:\/\/img.tuttoandroid.net\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/google_play_logo_tta.jpg","medium":"https:\/\/img.tuttoandroid.net\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/google_play_logo_tta-460x345.jpg","large":"https:\/\/img.tuttoandroid.net\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/google_play_logo_tta-533x400.jpg","full":"https:\/\/img.tuttoandroid.net\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/google_play_logo_tta.jpg","retina":"https:\/\/img.tuttoandroid.net\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/google_play_logo_tta.jpg"}, "title": "Google fa il punto della situazione sulla lotta alle app dannose presenti nel Play Store" }

Tramite un post sul blog ufficiale, Google ci spiega come è intervenuta nella lotta alle app sospette sul Play Store, specificando quali saranno i punti sui quali concentrarsi nel corso del 2019.

Lo scorso anno Google ha lavorato sodo per migliorare i sistemi di riconoscimento delle applicazioni sospette presenti sul Play Store di Android, grazie all’introduzione di numerose nuove politiche atte a proteggere i consumatori da software potenzialmente dannoso.

Solo l’anno scorso, infatti, grazie a questa politica il numero delle applicazioni rifiutate sul Play Store è salito del 55%, mentre il numero delle applicazioni sospese perché potenzialmente pericolose è aumentato del 66%. Tali risultati sono stati possibili grazie agli sforzi di tutto il team di Google, ai quali vanno aggiunti anche gli investimenti nel machine learning e nell’utilizzo delle recensioni, che occupano un ruolo chiave in questa lotta.

Google Play Protect scansiona più di 50 miliardi di applicazioni ogni giorno: in questo modo le applicazioni installate dal Play Store hanno fino a 8 volte in meno la possibilità di provocare danni ai dispositivi rispetto alle applicazioni installate da fonti esterne.

Per il 2019, Google continuerà a focalizzarsi in primis sulla protezione dei dati e della privacy di tutti gli utenti, imponendo dei limiti nei permessi richiesti dagli sviluppatori delle varie applicazioni. Altro punto essenziale sarà la lotta agli sviluppatori dannosi che, dopo essere stati bannati, ritornano su Google Play con un nuovo account o acquistandone uno attivo tramite procedimenti illegali.

Fonte: Googleblog
Condividimi!