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Google vuole rendere più resistenti i dispositivi pieghevoli, Samsung “gioca” con diverse forme del notch

Google sembra seriamente interessata alle tecnologie legate agli schermi pieghevoli, tanto da aver depositato un brevetto ad essi legato. Nel frattempo Samsung non sembra ancora certa del design dei prossimi smartphone e brevetta ben sei diversi design di schermi con notch a goccia.

Andiamo con ordine partendo da Google che non ha brevettato un nuovo tipo di schermo pieghevole, andando invece a concentrarsi su una serie di soluzioni per migliorare la durabilità degli schermi pieghevoli. Ogni schermo o scheda elettronica flessibile è progettato per sopravvivere a numerosi cicli ma entrambi sono destinati a danneggiarsi con l’uso.

La causa è data dalla tensione e dalle forze di compressione, che agiscono sulle aree che devono piegarsi. Google ha messo a punto tre diverse soluzioni che puntano a ridurre l’effetto di queste forze sulla superficie dello schermo.

La prima soluzione brevettata prevede di saldare uno strato di fibre a basso allungamento, tarate per impedire allo schermo di superare il proprio limite fisico di piegatura che ha un raggio compreso, solitamente, tra le 6 e le 12 volte lo spessore dello schermo.

La seconda soluzione, decisamente più complessa, prevede di creare uno strato limite realizzato con blocchi in lega di titanio-nickel, anche se il brevetto cita la possibilità di utilizzare altri materiali, come polimeri, vetro o ceramica. Quando la piegatura dello schermo arriva al limite i blocchi entrano fisicamente in contatto e impediscono che venga superato il punto estremo.

L’ultima implementazione prevede il ricorso a materiali in gel o schiuma, attivabili con materiali elettroconduttivi che potrebbero consentire di raddrizzare perfettamente uno schermo pieghevole o di fargli assumere determinate posizioni, utili ad esempio a mantenere uno smartphone in una determinata posizione.

Nel frattempo Samsung sembra indecisa sulla strada da seguire per massimizzare il rapporto screen-to-body e ha brevettato ben sei diverse soluzioni con notch a goccia, che potrebbero essere utilizzate sui modelli più economici. Come mostra l’immagine sottostante non ci sono particolari differenze tra i design, con il notch che si sposta sempre più verso l’interno dello schermo.

Difficilmente Samsung utilizzerà tutti questi design, ma per evitare grane legali ha preferito brevettare tutte le varianti prima di scegliere quella che più verrà ritenuta soddisfacente. In attesa di vedere anche le fotocamere nascoste sotto ai display, il 2019 sarà dunque caratterizzato dalla ricerca delle forme meno invasive per interrompere il display, che si tratti di notch o fori nello schermo.

Quale soluzione preferite tra il notch, il foro nel display e lo schermo a scorrimento? Sareste disposti a rinunciare alla fotocamera frontale per uno smartphone con lo schermo che occupa tutta la superficie frontale? Il box dei commenti è a vostra disposizione.

Fonte: Mysmartprice, Phonearena

Commenti

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  • Alessandro

    Basterebbe mettere 4 led sul lato posteriore dello schermo, per usare la fotocamera posteriore come quella frontale: l’AI riconosce il soggetto e accende le spie in modo da far centrare il volto / i volti nella foto “selfie”

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