Hugo Barra ci parla del modello di business di Xiaomi

Xiaomi

Xiaomi non ha ancora raggiunto, in Occidente, la popolarità che ha in Cina, ma la società sta avendo un enorme impatto nel settore smartphone a livello mondiale, nonostante si presente sul mercato solo dal 2010. Nei giorni scorsi Hugo Barra, passato lo scorso anno da Google a Xiaomi, ha parlato del modello di business adottato dal colosso cinese.

Quest’anno Xiaomi ha venduto 60 milioni di smartphone, triplicando i numeri dell’anno scorso, quando si era fermata a 18 milioni di unità. Il fatturato attuale si aggira intorno ai 10 miliardi di $, ma la politica aggressiva dei prezzi della linea Mi lascia qualche dubbio sui margini operativi di profitto. Barra afferma che la piattaforma di e-commerce ed una ristretta gamma di prodotti hanno aiutato Xiaomi ad avere un buon margine di profitto, a dispetto dei metodi poco tradizionali di commercializzazione. La vendita di prodotti in stock aiuta il produttore cinese a risparmiare sui costi di magazzino. Inoltre, la presenza di due soli flagship con un supporto di 24 mesi aiuta a ridurre la frammentazione dell’offerta tipica della concorrenza.

L’azienda dispone, oltre agli smartphone, di un catalogo di oltre 1000 prodotti, complementari alla telefonia, che vanno dalle cuffie ai power bank,dalle parti di ricambio ai gadget firmati Xiaomi. Anche in questo caso, la vendita attraverso il proprio sito di e-commerce aiuta a mantenere bassi i prezzi di vendita con dei margini accettabili per il produttore.

Il 10% degli acquirenti di smartphone Xiaomi fa parte del programma beta: questi utenti ricevono un aggiornamento ogni venerdì, a volte si tratta di versioni incomplete che servono a testare nuove funzioni, e forniscono un feedback che Xiaomi usa per correggere i problemi in modo rapido ed efficace. Anche questo fa parte della filosofia di Xiaomi, che cerca di avere un dialogo costante con i propri utenti, ascoltando i loro feedback e costruendo una comunità di appassionati che formano una solida base di consumatori fedeli al brand.

La nostra filosofia è che se tratti gli utenti come amici, ascolti i loro problemi, rispetti le loro opinioni e ti prendi cura di loro, si affezioneranno ai tuoi prodotti

I quattro anni di vita di Xiaomi non sono comunque stati tutti rose e fiori. Dalle accuse di imitazione dei prodotti Apple ai recenti problemi di sicurezza dei dati utente, il produttore cinese non si è costruito un’immagine limpida e pulita. A proposito delle accuse di “ispirarsi” troppo ad Apple, Hugo Barra si difende affermando che i prodotti di una stessa categoria tendono ad assomigliarsi tra di loro. In merito ai problemi di sicurezza potete leggere il pensiero di Barra in questo articolo.

Guardando al futuro, Xiaomi ha iniziato ad espandersi oltre i confini cinesi, in particolare in Brasile e Messico, mentre non ci sono ancora piani precisi per uno sbarco di Xiaomi negli Stati Uniti. La marcia di Xiaomi sembra comunque inarrestabile, dopo aver raggiunto il terzo posto tra i produttori mondiali, vedremo come si comporterà negli anni a venire.

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