Ubuntu per Android sul Nexus 4 in un video di Canonical

Ubuntu for Android

Ubuntu Touch sta procedendo per la sua strada, anche grazie a progetti come l’Edge, ma non si tratta dell’unica versione per il mondo mobile che Canonical sta sviluppando: Ubuntu for Android è l’altro progetto della società, in sviluppo da più di un anno, che consente di utilizzare la versione desktop di Ubuntu direttamente dal proprio smartphone quando questo è collegato ad uno schermo.

Victor Palau, ingegnere presso Canonical, ha mostrato di recente i progressi del progetto utilizzando un Nexus 4 come dispositivo di dimostrazione. Lo smartphone è stato attaccato ad uno schermo con un cavo Slimport HDMI. Questo permette di accedere ad Ubuntu nella sua versione piena e di trasformare il Nexus in un touchpad multitouch.

In generale le prestazioni sono scarse e le animazioni incespicano. Gli spostamenti delle finestre sono lenti ed a scatti. Queste prestazioni così basse potrebbero essere dovute ad un porting non ancora perfetto per il dispositivo, ma indubbiamente è anche un fattore di poca potenza offerta dal comparto hardware.

Indubbiamente, però, il concetto di “convergenza” portato avanti da Canonical ha un suo perchè ed assume un suo significato vedendo questa dimostrazione, nonostante le problematiche.

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Commenti

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  • Ale

    C’è da ricordare che e in fase di sviluppo, e l’ ubuntu edge avrà certamente un hardware più potente (quando si avrà finito di svilupparlo l’ anno prossimo).

  • Problemi di poca potenza? Ma cosa stiamo leggendo?
    Probabilmente , la virtual machine che hanno ideato, lavora molto male su android (cosi, parlando a caso è il primissimo elemento che guarderei in un progetto cosi tanto complesso).
    Per cortesia.

    • Stiamo parlando di un sistema Ubuntu Linux che non è una virtual machine, ma fa il boot utilizzando il kernel di Android per interfacciarsi con l’hardware. Rispetto ad un PC, per il quale Ubuntu è pensato, il Nexus 4 ha poca potenza, ed in più il software (come scritto) non è ottimizzato per questo dispositivo ed aggiunge ulteriore peso.
      Vuoi confrontare la potenza di un qualunque processore x86 degli ultimi 5 anni con l’APQ8064 nel Nexus? Ho idea che le prestazioni siano LEGGERMENTE a favore dell’architettura x86 – così per dire, eh.
      Ti do un consiglio: usa toni più pacati e aggredisci di meno, ne guadagnano tutti. Soprattutto se non hai ragione.

      • Dunque “fa il boot utilizzando il kernel di android”.
        Uhm, una frase cosi non sta ne in cielo ne in terra, visto che la fase di boot precede quella della costruzione del kernel.
        La potenza hardware è relativa, dato che ubuntu gira con molto meno: se come sostieni, non è una virtualizzazione su android, l’ottimizzazione è limitata all’iterazione con l’ISA: quindi un problema di hardware. Aggiunge un ulteriore peso? Probabile.

        x86, con APQ8064 ? Uhm, è vero che l’architettura ARM pare dare problemi, ma cosa centra la potenza tra due processori? Forse intendi l’ottimizzazione con cui il codice viene compilato per essere eseguito; nello stesso caso, si tratta di due architetture da 32 bit, quindi a parte l’ISA differente, non possiamo parlare di grosse differenze.
        Un pò come sostenere che Vista su un Intel è possibile, mentre su un AMD è infattibile.

        Consigliami quello che vuoi, non si tratta di chi ha ragione: si parla di precisione e di raffinare, per dare solo il meglio.

        • Semplicemente è possibile avviare un sistema operativo scegliendo il kernel da utilizzare; in questo caso Ubuntu utilizza il kernel Android per interfacciarsi con l’hardware. Francamente non vedo il problema, visto che i bootloader (GRUB, ad esempio) permettono di avviare differenti kernel Linux e non solo. Non starà né in cielo né in Terra, ma nei miei PC di sicuro c’è…
          La potenza hardware fa molto nel momento in cui ci sono da effettuare molti calcoli, come è il caso di un sistema operativo per desktop.
          Non è l’architettura ARM a “dare problemi” ma ad essere intrinsecamente meno potente dell’architettura x86. D’altronde, per contenere i consumi è inevitabile avere una potenza ridotta.
          Non intendo affatto l’ottimizzazione del codice, ma la pesantezza del codice stesso. Se ci sono da effettuare numerosi calcoli complessi è inevitabile che entri in gioco la potenza dell’hardware per fornire una buona esperienza d’uso, indipendentemente dall’ottimizzazione!
          Dire che non ci sono grosse differenze tra ARM e x86 è come dire che non ci sono grosse differenze tra il giorno e la notte! Una è un’architettura RISC ottimizzata per contenere i consumi, l’altra è un’architettura CISC pensata per erogare potenza! Come fai a dire che “non possiamo parlare di grosse differenze”?
          Non so che background tu abbia, ma da laureando in informatica rimango basito a leggere certe tue affermazioni…

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