Smartphone con raffreddamento a liquido in arrivo a fine anno

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Spuntano le prime voci riguardo smartphone con raffreddamento a liquido, proprio come avviene con i personal computer. Sappiamo molto bene ormai che gli attuali dispositivi forniscono molta potenza ma, nel contempo, scaldano parecchio ed a volte si ha bisogno di lasciarli riposare per un po’.

Dopo NEC, la prima azienda a realizzare uno smartphone con raffreddamento a liquido, ultime voci affermano che per la fine dell’anno anche Samsung, HTC ed Apple implementeranno questa soluzione sui loro dispositivi. Si tratterà di un circuito per il raffreddamento a liquido ultra-sottile che aiuterà gli OEM (le aziende produttrici) a preservare lo spessore dei loro smartphone.

Questi ultimi rumor provengono da fonti che possiamo ritenere in un primo momento abbastanza attendibili, poichè sono trapelati da aziende che forniscono moduli per il raffreddamento dei dispositivi.

Dicevamo che NEC è stata la prima a lanciare uno smartphone con a bordo un circuito a liquido che però non è stato commercializzato oltre i confini del Giappone, più precisamente tramite l’operatore NTT DoCoMo. Il suo nome è Medias X 06E e sue specifiche non sono niente male: processore Snapdragon S4 Pro quad-core da 1,7 GHz, display OLED HD, fotocamera da 13 megapixel, Android 4.2 e certificazione IP58 che lo rende impermeabile all’acqua (fino ad un’immersione di 1 metro) ed alla polvere. Il sistema di raffreddamento a liquido che ha a bordo misura soli 0,6 mm di spessore, cioè poco più di mezzo millimetro.

Per adesso la produzione di smartphone con raffreddamento a liquido è prevista di circa il 30%, per cui sicuramente durante i prossimi mesi vi sarà un incremento della domanda. Molto probabilmente, quindi, il nuovo HTC One del 2014, il nuovo Galaxy S5 e, forse l’iPhone 6 (o 5S) potrebbero essere lanciati con a bordo il raffreddamento a liquido.

Commenti

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  • Fabio

    Mah… hanno ragione gli amici che sono scettici… se non si lavora efficacemente sulla produzione del calore (usando elettronica a basso consumo), tanto vale allora posizionare i circuiti integrati a contatto col la parte posteriore dello smartphone, in modo da dissipare il calore più velocemente, senza tanti artifizi. Questa cosa avrebbe come sfavore il fatto di non poter più sostituire la batteria, che verrebbe incastrata tra elettronica e display. Questa cella a liquido mi pare non abbia senso, avrebbe senso in un telefono di spessore enorme, dove le componenti che generano calore vengono poste all’interno con poca possibilità di raffreddarsi.

  • fabio

    non si tratta di un vero e propio liquido ma è un gel è in una cella quando viene scaldato

    evapora nella camera adiacente nello spostamento provocando una condesa che dovrebbe far cadere la temperatura

  • Marco Zattoni

    Il raffreddamento a liquido serve solo a riempire la bocca agli ignoranti e svuotare le tasche degli stupidi.

    Anche ammesso che inseriscano un serbatoio in una zona distante dai chip che scaldano, il circuito conterrebbe talmente poco liquido che alla fine il liquido stesso non riuscirebbe a raffreddarsi in tempo ora che torna nello stesso punto portando tutto il terminale a scaldarsi sempre di più e provocando anche disagio nel tenerlo in mano.

    Tanto vale inserire una heat pump che almeno non appesantisce troppo e che oltre a costare meno non avrebbe problemi di rotture e perdite di liquido quando il terminale cade a terra

  • lorenzo

    si ma nei sistemi head pipe non e’ il tubo che contiene il liquido/gas che funziona da radiatore stesso?

  • Neri Nucci

    Non ha senso…per dissipare il calore preso dal liquido servirebbe un radiatore…e il radiatore comunque produce calore

    • Marco Ferazzani

      Standing ovation di applausi! Finalmente uno che ragiona!

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