Samsung vs Apple: niente bando dei prodotti Apple in Olanda

La situazione di Samsung nella guerra legale contro Apple è tutto fuorchè rosea. La corte de L’Aia incaricata di seguire il caso ha infatti sentenziato che non ci sarà alcun bando di prodotti Apple in Olanda, dando ad Apple l’alloro dell’ennesima vittoria. La corte ha affermato che Samsung non potrà più cercare di ottenere da Apple licenze di brevetti relativi allo standard 3G/UMTS per prodotti che utilizzino radio Qualcomm come iPhone 4S.

Tutti i quattro brevetti usati in questo caso sono stati dichiarati essenziali per lo standard 3G e devono pertanto essere concessi in licenza con termini FRAND (Fair, Reasonable And Non-Discriminatory). La corte ha affermato che Samsung è obbligata a rilasciare licenze ad Apple con questi termini, visto che in precedenza non l’ha fatto. Ciò su cui è andata la maggior attenzione, però, è il concetto di “esaurimento di un brevetto”: se Qualcomm paga le licenze a Samsung, è ingiusto che questa guadagni due volte dalla stessa licenza – dunque Apple, che usa i prodotti Qualcomm, non deve pagare alcuna licenza a Samsung.

Infatti, all’interno dell’iPhone 4S viene utilizzata una radio Qualcomm che viene acquistata “license-free” – ovvero, Samsung ha accordi con Qualcomm che liberano Apple dall’incombenza di dover raggiungere un accordo. Per questo motivo, è stato vietato a Samsung di cercare accordi con Apple per raddoppiare le proprie entrate da licenze. Ciò dovrebbe essere naturale ed ovvio, ma evidentemente serve l’intervento di un giudice che faccia da monsieur La Palice. La situazione per quei prodotti che non utilizzano prodotti Qualcomm è più delicata.

Apple ha utilizzato in passato radio di Infineon e di Intel. La corte ha sentenziato che Apple non è riuscita a dimostrare che Infineon abbia raggiunto un accordo di licenza con Samsung, ma che questo è ininfluente perchè sono ormai passati anni. I prodotti che fanno impiego di questi chip sono infatti scomparsi dal mercato o stanno scomparendo, dunque la loro importanza è più “accademica” (citando The Verge). Riguardo ad Intel, invece, la corte non era sicura che Samsung avesse ricevuto pagamenti di licenze e ha ordinato ad Apple di fornire documentazione in merito entro l’11 Aprile. In ogni caso, la massima aspirazione che Samsung può avere riguardo questi due specifici casi è di raggiungere un accordo con termini FRAND con Apple.

Non sorprenderebbe affatto vedere un appello da parte di Samsung, anche se – a dirla tutta – la corte ha applicato quello che è solo un procedimento logico scontato. Tutti coloro che non siano specializzati nella materia e che non abbiano una laurea in legge – me incluso – sono portati naturalmente a pensare che se A paga le licenze a B, e C compra i prodotti di A allora C sia esentato dal pagare le licenze a B; pare però che le cose non siano così semplici e che ci siano numerosi problemi e innumerevoli discussioni a riguardo. Il fatto che Samsung usi dei brevetti standard per attaccare Apple può indicare quanto sia “messa male” la società koreana o, al contrario, quanto Apple sia scorretta. Per ora i giudici hanno dato ragione alla compagnia californiana con sede a Cupertino, ma sarà così anche in sede d’appello? Vi terremo aggiornati.

Commenti

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  • Luca Quindici

    ottimo articolo sei stato oggettivo ne pro android ne pro apple , un articolo scritto per far sapere la pura e semplice verità complimenti!

  • Ottimo articolo. Molto esplicativo. Mi è piaciuto parecchio, In particolare, la messa in luce del concetto brevettuale di “esaurimento di un brevetto” e la formula logica conclusiva. L’idea che mi sono fatto da qualche mese, ma sono sempre pronto a cambiare idea sulla base dell’evidenza, è che Samsung si sia comportata in modo “selvaggio” con i brevetti. D’altra parte, la l’antitrust europea sta indagando Samsung per uso manipolatorio dei suoi brevetti perché avrebbe usato i brevetti per condizionare la libertà di mercato dei competitori. Sia come sia, siamo di fronte a una lotta fra giganti. Speriamo che a rimetterci non siano le tasche dei consumatori…

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