Qualcomm si appoggia a Samsung e UMC per produrre gli Snapdragon S4

Qualcomm_Snapdragon_S4

A volte, in nome del profitto, bisogna tapparsi il naso e chiedere aiuto ai propri avversari. Un po’ come Samsung ed Apple, in cui la prima produce buona parte della componentistica per la seconda. In questo caso è protagonista ancora Samsung, insieme ad altre due realtà: Qualcomm, il principale produttore di chip SoC (System-on-a-Chip) per il mondo mobile, e UMC, fonderia taiwanese nota per essere stata la prima fonderia su contratto e la prima a produrre chip a 28nm.

Qualcomm, azienda californiana con sede a San Diego, sta avendo problemi con la produzione dei processori di punta Snapdragon S4: essendo chip di nuova generazione sfruttano il processo produttivo a 28 nanometri della fonderia TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), la più grande e più avanzata al mondo dopo Intel. Purtroppo il passaggio a nuovi processi porta sempre problemi di resa produttiva, ed infatti i processori Qualcomm sono al momento merce rara – tanto rara da costringere HTC a passare agli Snapdragon S3 per il One S europeo.

Secondo China Economic News Service, saranno UMC e Samsung a provvedere a dare la spinta alla produzione dei chip Qualcomm grazie alle loro fonderie. La collaborazione inizierà verso la fine dell’anno e ha l’obiettivo di riportare la situazione di disponibilità di processori S4 alla normalità: Qualcomm sta tentando di ottenere risultati di resa migliori in vista del lancio in autunno di Windows RT, per il quale la sua piattaforma è stata scelta tra quelle supportate.

Il CEO di Qualcomm Paul Jacobs ha affermato che la penuria è prevista ancora per lungo tempo a causa delle tecniche di produzione dei chip a 28nm. La compagnia sta considerando la creazione dei propri impianti produttivi, così da passare da realtà fabless (ovvero senza fabbriche) a realtà in grado di produrre autonomamente i propri processori e quindi di poter meglio controllare la produzione. La spesa per una mossa del genere non è indifferente: parliamo di almeno 3 miliardi di dollari per il solo acquisto dell’impianto e delle macchine necessarie. La resa è poi un fattore estremamente limitante e molto ostico nei primi tempi – come d’altronde è ampiamente dimostrato anche da TSMC, che pure ha mezzi di certo non limitati.

Nel frattempo, UMC fornirà tra i 2000 ed i 3000 wafer al mese, ovvero circa il 30% di quanto prodotto da TSMC; Samsung produrrà circa altrettanto e porterà la produzione ad un buon livello. Da notare che UMC ha attualmente in sviluppo anche un processo a 20nm. Da notare, tra l’altro, che anche Samsugn utilizza i processori Qualcomm nei prodotti con connettività LTE – duinque, alla fine, si fa pagare per produrre un chip che userà lei stessa. Una strana situazione, davvero. Dopotutto, a quanto pare si prospetta un autunno caldo e ricco di sorprese. Ce la farà Qualcomm a rientrare nei canoni con la produzione?

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