Open webOS e Nexus 7: questo matrimonio s’ha da fare

Il team di WebOS Ports è riuscito nell’intento di portare Open webOS sul Nexus 7. Il tablet da 7 pollici di Google è candidato a diventare un’interessante dispositivo sotto più di un punto di vista, visto che sembra destinato ad essere una piattaforma di sviluppo di riferimento per più di un sistema operativo: troviamo infatti Android, Ubuntu ed ora anche Open webOS ad arricchire ed espandere le possibilità di questo fantastico tablet.

Il port di webOS sul tablet è quasi completo e l’unica, grande mancanza è quella dell’accelerazione hardware. Al di fuori di questa il tablet è già usabile, anche grazie al lavoro di Carsten Munk (ingegnere presso Jolla) che ha creato LibHybris. Questa libreria consente “l’adattamento di hardware bionico [leggi: Android] in sistemi con glibc”, ovvero rende possibile un facile port di sistemi basati su Linux su hardware nato con Android.

In che modo questo avviene ed è utile? Il principale vantaggio e scopo di LibHybris è la portabilità dei driver da kernel Android a kernel Linux, che rende quindi superflua la riscrittura dei driver quando si effettua il porting di Open webOS – come di qualunque altro sistema Linux – su hardware Android. In questo modo non c’è necessità di passare per il reverse engineering (ovvero, semplificando notevolmente, la ricostruzione dei soli driver a partire dal kernel in blocco) e di perdere tempo nel cercare di creare driver funzionanti.

Il port è ancora ai primi rilasci della versione alpha, ma è già molto fluido nonostante la mancanza dell’accelerazione hardware. Vista la somiglianza di risoluzione con il Galaxy Nexus, il port è basato sul lavoro portato avanti sullo smartphone: anche sul Nexus 7 troviamo, ad esempio, la “gesture area” tipica degli smartphone webOS e creata sul Galaxy Nexus in modo molto simile ai tasti virtuali di Android. Grazie ad un’applicazione che sfrutta il framework Enyo 2, inoltre, è possibile avere a portata di mano tutte le impostazioni come WiFi e luminosità.

Un’altra grossa novità risiede nel fatto che il port è ora “untethered”, ovvero funziona anche senza tenere il dispositivo attaccato al PC. Grandi progressi per webOS, insomma, nella speranza di vedere presto del nuovo hardware nativo che porti avanti questo splendido sistema operativo da cui tutti – Android incluso – hanno preso più di un’indicazione su come realizzare interfacce funzionali e pratiche, oltre che gradevoli.

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