MeeGo riemerge dalla tomba grazie a Jolla

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È stata una sepoltura prematura quella officiata a MeeGo, il sistema operativo sviluppato da Nokia e Intel per gli smartphone, i netbook e i tablet? In realtà no. La distribuzione Linux amica del mobile era infatti completamente morta dopo il rilascio del Nokia N9 e il taglio da parte di Elop di tutto lo sviluppo interno in favore di Windows Phone.

Alcuni ex-dipendenti di Nokia, scontenti della piega presa dagli eventi, hanno fondato una nuova azienda, chiamata Jolla (dal nome di un tipo di imbarcazione a vela finlandese). Jolla sarà il Frankenstein del mondo mobile e, mettendo insieme i pezzi, farà riemergere il cadavere di MeeGo rimettendolo a nuovo con un po’ di taglia e cuci.

Il CEO della compagnia, Jussi Hurmola, ha affermato che l’unico motivo per cui la società è venuta allo scoperto è dovuto alla grande eccitazione causata dall’annuncio dell’aggiornamento alla versione 1.3 del Nokia N9, settimana scorsa. Ciò ha causato grande entusiasmo nel team, che ha deciso di dichiarare pubblicamente le proprie intenzioni. Hurmola ha dichiarato quanto segue:

 “Last week there was lots of news concerning MeeGo, there was the 1.3 Nokia update, and people were speculating “is this the end of the story, the end of the line, will there be any hope any more?” What we basically wanted to say is that MeeGo is not dead. We got such a tremendous response from Twitter and the online community, and then even the traditional media, that we had no choice but to go with it.”

“La scorsa settimana ci sono state un sacco di notizie riguardo a MeeGo, c’è stato l’aggiornamento di Nokia alla 1.3, e la gente si domandava “questa è la fine della storia, la fine della strada, c’è ancora qualche speranza?” Quello che fondamentalmente volevamo dire è che MeeGo non è morto. Abbiamo avuto una risposta così incredibile da Twitter e dalla comunità online, e poi anche dai media tradizionali, che non avevamo altra scelta che buttarci.”

Jolla fa parte del programma Bridge di Nokia, che è stato aperto per aiutare gli ex-dipendenti a trovare nuovi impieghi o a fondare la propria azienda. Più del 50% dei membri di Jolla ha lavorato per Nokia e ne è uscito in concomitanza con la fine del programma MeeGo. “Quasi tutti” hanno precedenti esperienze nel campo e hanno lavorato su MeeGo, Maemo o Moblin. L’intenzione dichiarata è di costruire un ecosistema completo basato su MeeGo con l’aiuto di Nokia, che potrebbe sempre far rientrare il team di Jolla nel caso in cui le cose andassero male con Windows Phone.

”Within the [Bridge] program we had an opportunity to be open with Nokia with what we were doing, so it’s not a surprise for them, and their response to our stuff is not a surprise to us. We were able to cooperate in setting up this thing. The team that we have, we have built ecosystems, we have built platforms, we have built devices. Building a company you can never repeat, it’s always a different story. Creating an ecosystem is about co-operating, it’s not about going alone. What we are doing is collecting partners, collecting effort about MeeGo and Jolla. I’m open to all co-operation. There are different forms of co-operation of course, but the key is to grow the ecosystem.”

“All’interno del programma [Bridge] abbiamo avuto l’opportunità di aprirci con Nokia riguardo ciò che stavamo facendo, quindi non è una sorpresa per loro, e la loro risposta non è una sorpresa per noi. Abbiamo cooperato nel mettere insieme tutto questo. Il team che abbiamo, abbiamo costruito ecosistemi, abbiamo costruito piattaforme, abbiamo costruito dispositivi. Costruire una compagnia che non si potrà mai ripetere, è sempre un’altra storia. Creare un ecosistema significa cooperare, non significa correre da soli. Ciò che stiamo facendo è raccogliere partner, concentrare gli sforzi su MeeGo e Jolla. Sono aperto a tutte le cooperazioni. Ci sono differente forme di cooperazione, ovviamente, ma la chiave è far crescere l’ecosistema.”

La compagnia è già in contatto con ODM cinesi per la produzione dei dispositivi, ma il lavoro è duro. Le trattative sono ancora in corso, ma presto avremo notizie in merito a quali partner aiuteranno Jolla e cosa questa sceglierà per il proprio primo smartphone. La prima tornata di fondi è di 10 milioni, che andranno spesi nell’organizzazione e nell’inizio della produzione del dispositivo. Per ora le bocche sono cucite, e Hurmola afferma “non vogliamo fare promesse su cose che non possiamo mantenere”.

Il telefono sarà presentato più avanti, quest’anno, ma i piani sono chiari: non sarà l’ultimo. Ci sono differenti piani d’azione che dipendono dal successo del primo prodotto, ovviamente.

La domanda che sorge spontanea è, però, una sola: perchè MeeGo e non Android? E MeeGo sarà come sul Nokia N9? La risposta è sufficientemente semplice.

“There are many people who do UIs on top of Android. It’s still a following game … based mostly on price competition. We want to lead the technology, we want to lead the UI. That’s our business. […] Swipe is a Nokia device UI. We’re going to do a new UI, and selecting MeeGo enables us to do something new. If we selected Android or something else we would be just following the UI it already has, so we will make a new UI. Of course we will inherit the familiar and powerful elements that MeeGo has as we know it now, but we are not going to use the Nokia way, we will go our own way … It’s inspired by many things. iOS, Android, N9… I personally like the N9, so I’m influenced by this so I think we are influenced by N9 UI in our design.”

“Ci sono molte persone che mettono delle UI su Android. Tuttavia è ancora un gioco di inseguimenti, basato per la maggior parte sulla competizione sul prezzo. Noi vogliamo guidare la tecnologia, vogliamo guidare la UI. Questo è il nostro mestiere. […] Swipe è una UI dei dispositivi Nokia. Abbiamo intenzione di creare una nuova UI, e scegliere MeeGo ci permette di fare qualcosa di nuovo. Se avessimo scelto Android o qualcos’altro avremmo dovuto seguire la UI che già ha, quindi creeremo una nuova UI. Di certo erediteremo gli elementi familiari e caratteristici che MeeGo ha per come lo conosciamo, ma non abbiamo intenzione di seguire la via di Nokia, andremo per la nostra strada… È ispirata da molte cose. iOS, Android, N9… Personalmente mi piace l’N9, quindi ne sono influenzato e penso che siamo [tutti] influenzati dalla UI dell’N9 nel nostro design.”

Auguriamo buona fortuna a questo team che, siamo sicuri, saprà dimostrare di essere molto in gamba e che MeeGo può vivere ancora. Parafrasando un famoso slogan: “MeeGo’s not dead”.

Commenti

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  • MaxArt

    Il che, tradotto, significa “MeeGo’s dead”.
    E’ quasi sempre così quando si è costretti a dire che una certa cosa non è morta.
    Gli auguro che facciano parte di quel “quasi”, ma non ci credo più di tanto.

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