I dati raccolti dalle app riguardo la nostra salute sono a rischio

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Le applicazioni destinate a monitorare la nostra salute si stanno espandendo a macchia d’olio. Samsung, con S Health, è stata la prima grande compagnia ad offrire un’applicazione completa su questo fronte, seguita poi da HealthKit di Apple e Google Fit di Google. Ma dove finiscono i dati personali raccolti da queste app?

Di ciò si è preoccupata Julie Brill, Federal Trade Commissioner degli Stati Uniti, poiché queste applicazioni sono potenzialmente in grado di condividere informazioni sensibili con soggetti terzi non direttamente autorizzati. In un’intervista, Brill esprime tutto il suo disagio in merito alla questione: “non sappiamo dove vadano a finire queste informazioni e ciò rende i consumatori non a loro agio”. Brill vorrebbe perciò avanzare un proposta al Congresso riguardante una serie di leggi per vietare la raccolta di informazioni così personali senza autorizzazione diretta.

Tramite uno studio effettuato a Maggio dal Federal Trade Commissioner, sono state analizzate 12 applicazioni per il monitoraggio della salute, riscontrando come le informazioni personali venissero poi condivise con 76 soggetti terzi, tra cui esperti di marketing.

Se da una parte è vero che questo tipo di dati richiede una particolare tutela, d’altra parte alcune associazioni che rappresentano gli sviluppatori – tra cui l’Association for Competitive Technology – temono che così facendo l’innovazione possa subire un consistente rallentamento. Non ci resta perciò che vedere come si evolverà la vicenda.

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Commenti

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  • Alessandro Trezza

    Ma sinceramente non ho nulla di cui preoccuparmi, se gli fa piacere sapere quanto peso o quanto cazzo corro o vado in bici, sinceramente poco mi interessa. Nessuno viene a dirmi quando correre o quanto in fresca dimagrire.
    Tengo pure un diario sulla nota App Flava. Sicuramente anche quei dati sono fini a terzi, ma finché non sono persone che conosco o che non vorrei leggessero, la mia vita non cambia. Non ho nulla da nascondere a società di marketing o simili….
    Se registro che mangio nel diario alimentare cosa mangio, al limite mi propongono tipi di pasta diversi negli annunci Google o che ne so… Se scrivo nel diario che ho scopato ma non è stato piacevole perché secco magari mi consiglieranno un acquisito di lubrificante! Hahahah

  • Se gli fa comodo sapere quanto peso e quanti battiti ho al minuto, prego…

  • Vincenzo Signoriello

    Gli americani hanno una strana concezione della privacy: spiano tutto e tutti a partire dai propri cittadini, non c’è cosa che non sia passata al setaccio ed ora di lamentano di queste piccolezze? Capre.

    • MaxArt

      Veramente sono tutti piuttosto arrabbiati con il governo nazionale per questa faccenda dell’NSA e dello spionaggio interno e pure estero. L’amministrazione Obama ha gli indici di gradimento ai minimi storici.

      Purtroppo per loro, quello che traspare è che i Repubblicani non siano affatto meglio da questo punto di vista.

      Ci sono tanti motivi per cui voler vivere negli Stati Uniti, ma questa faccenda è uno per *non* andarci.

      • Vincenzo Signoriello

        Opinione del tutto personale: per me ci sono milioni di motivi per non restare negli Usa e pochi per risiedere. Tornando al problema della privacy non credo che solo le app in questione siano il problema basta guardare tutte le autorizzazioni che devi concedere ogni volta he scarichi una cretinata… E poi se proprio vogliamo dirla tutta, se uno usa facebook non ha senso lamentarsi di violazioni visto che è l’utente stesso a ledere inconsciamente la propria privacy

        • Manciu

          La tecnologia si interfaccia con il mondo “reale” tramite dei sensori (trasduttori) e relativi software che li gestiscono. Ad ora manca un sistema che raccolga informazioni considerate finora di tipo medico. Basta essere un minimo paranoici per arrivare a capire quanto possano essere interessanti per multinazionali e company queste informazioni molto personali alle quali potrebbero avere accesso.
          Facebook raccoglie dati perlopiù per fini commerciali (e intercettamento di pensieri antigovernativi). E’ un’altra storia.
          Altro che 1984, non ci resterà neanche l’angolino nascosto dove rifugiarci a scrivere il diario proibito.

          • Vincenzo Signoriello

            Oltre fini commerciali, gradimento politico, etc, comunque mi trovi perfettamente d’accordo, La Fattoria degli animali e 1984 fosse per me, sarebbero libri didattici e( non venite a dirmi.che Orwell era comunista)

  • Manciu

    Se vivessi in USA avrei senz’altro di che preoccuparmi sul fronte assicurativo-medico.
    La soluzione come sempre c’è ed è l’astensione dall’utilizzo di healt-gingilli, però una legislazione efficace è necessaria quanto prima.

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