[MWC 2012] Intel annuncia nuovi processori per smartphone e promette i 14nm per il 2014

Intel strikes back 2

Intel colpisce ancora. Non si chiamava così il film di George Lucas? Non ne sono sicuro, ma non importa. Chipzilla ha presentato nuovi elementi della sua linea di processori per smartphone. Il nome in codice “Medfield” è ufficialmente scomparso per lasciare il posto al nome ufficiale, Atom. Questo nome è storicamente legato a impressioni negative derivanti dai netbook: lenti, inaffidabili, poco performanti, poco efficienti, e così via. Intel vuole però proseguire su questa strada, dunque lasciamo che sia il mercato a parlare nei prossimi mesi.

Atom Z2460 è l’attuale processore di punta del settore mobile ed è il cuore pulsante della piattaforma di riferimento su cui sono basati tutti i dispositivi presentati finora. Il processore può raggiungere velocità di clock di 2GHz e ha una radio HSPA+ Intel XMM 6260 integrata. La punta di diamante della prossima generazione, chiamata Z2580, dovrebbe portare con sé un aumento delle prestazioni del 100% (ovvero, un raddoppio) e una radio LTE XMM 7160. L’arrivo è previsto per il 2013. Se già le prestazioni della attuale generazione sono impressionanti, smaniamo dalla curiosità di vedere in azione la prossima generazione – magari su un bel tablet.

Intel pensa però anche alla fascia bassa, dei cosiddetti “value smartphone”, dove conta di ottenere una buona fetta di mercato grazie al processore Z2000. La sua frequenza sarà di 1GHz e integrerà una radio HSPA+ XMM 6265, in grado di operare con due SIM in modalità 2G/3G. Il target di riferimento sono gli smartphone Android con un costo inferiore ai 150 $ (circa 110€).
Importante è anche l’annuncio della partnership con ZTE, la quale si posiziona assieme a Lenovo e Motorola fra i primi produttori a portare sul mercato prodotti basati su chip Intel. I primi prodotti dovrebbero apparire sul mercato nella seconda metà del 2012.

Intel si pone molto aggressivamente sul mercato con una strategia che copre tutte le fasce, dalla bassa fino all’altissima, e purtroppo o per fortuna l’esito dello scontro tra ARM e x86 non è per nulla scontato. Intel ha, poi, un vantaggio tecnologico notevole rispetto agli avversari.

La compagnia ha infatti mostrato oggi al Mobile World Congress la sua attuale tabella di marcia per i processori mobile. Se quest’anno risulta leggermente indietro alla concorrenza, che utilizza processi produttivi a 28nm contro i 32 adottati da Intel, l’anno prossimo la società di Santa Clara farà un deciso salto in avanti attraverso l’adozione del processo produttivo a 22nm. Nel 2014, poi, Intel conta di raggiungere i 14nm – molto vicini a quello che è stato individuato teoricamente come il limite fisico del silicio, che si pone intorno ai 9-11nm. La compagnia ha tuttavia annunciato che si aspetta di passare agli 8nm per il 2015.

Questa impressionante evoluzione è però da attribuire all’adozione da parte di Intel della tecnologia FinFET, che permette di far agire un singolo transistor come un dispositivo multi-gate. In questo modo ogni transistor può essere usato per effettuare molti più calcoli rispetto all’approccio tradizionale impiegato sui PC, e dunque si riduce il numero di elettrodi e la dimensione del chip.

A questo passo, come nota SlashGear, Intel sta procedendo più velocemente della Legge di Moore, secondo la quale il numero dei transistor all’interno di un circuito integrato raddoppia ogni due anni. Ciò significa che i processori dimezzano le dimensioni a parità di prestazioni o raddoppiano le prestazioni a parità di dimensioni. Una roadmap come quella mostrata al MWC dà una vaga idea di quali siano le risorse finanziare e tecnologiche a disposizione di Chipzilla. Di contro, produttori come AMD devono sottostare a produzioni scadenti, nonché a ritardi continui e scarsissime rese nell’implementazione di nuovi processi produttivi.

Il CEO di Intel Paul Otellini ha assicurato che la compagnia ha capacità produttiva sufficiente a soddisfare sia il mercato PC che il mercato non-PC. Non lo mettiamo in dubbio, ma ci poniamo una domanda: sarà davvero Intel in grado di competere con la concorrenza sempre più agguerrita sul fronte ARM?

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