Project Ara: ecco come funziona, ce lo spiega Paul Eremenko in video

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Che sia ben chiaro dall’inizio: quello che Pual Eremenko ha mostrato all’evento LAUNCH Festival 2014, che si è svolto dal 24 Febbraio al 26, è un prototipo non funzionante che serve per mostrare il solo design. Stando a quanto detto da Paul,  il progetto è già al secondo prototipo, questa volta funzionante, ma che non si avvia correttamente. Infine, sempre per aumentare la curiosità iniziale su questo progetto, ha anche detto che la versione commerciale dovrebbe chiamarsi Google Ara. Curiosi? Bene allora gustatevi il video in cui Paul presenta Project Ara, i suoi moduli, le possibilità d’uso e tutte le caratteristiche del primo prototipo di smartphone modulare.

L’ha smontato in pochi secondi, davvero, a parte la curiosità quanto mai ovvia del suo intervistatore. Tutti i moduli sono stati rimossi dal “frame”, cioè dal telaio che, come avrete capito, sfrutta un sistema di aggancio magnetico. Proprio su questo tipo di sistema più avanti spiegherà che i magneti hanno un funzionamento particolare, ma ne parleremo dopo man mano che il video scorre. Spiegando che quello che c’è sul tavolino e di cui stanno discutendo è un prototipo soltanto di design (in termini di ingegnerizzazione di prodotto, un prototipo di un prodotto può anche non essere funzionante), successivamente ne mostra l’immagine del primo prototipo (in realtà il secondo) funzionante, ma con un piccolo problema: non si avvia correttamente.

ara prototype working

Il problema è che avrebbe voluto portare proprio il prototipo funzionante in quella sede, ma purtroppo non è stato possibile in quanto non si avvia. Peccato. Ogni modulo è personalizzabile, come spiega Paul con il modulo per la connettività WiFi e, proprio durante questa sua spiegazione parla anche della relazione con 3D Systems per la realizzazione dei componenti esterni per personalizzare il terminale.

Il telaio è munito di una batteria dalla capacità molto ridotta, ma consente una funzione molto particolare ed interessante: quella batteria funzionerà da riserva e permetterà l’Hot Swapping, cioè potremo sostituire i moduli a “caldo”, vale a dire a sistema avviato. Questa, a mio avviso, è la caratteristica più interessante in assoluto. Cambiare la batteria mentre il telefono rimane comunque acceso, cambiare la fotocamera o qualsiasi altra cosa senza spegnere il terminale. Chiaramente ogni modulo può essere una batteria, una unità di memorizzazione o qualsiasi altra cosa.

Per gli sviluppatori sarà a disposizione una suite denominata MDK, cioè Manufacturer Development Kit in modo tale da poter avere anche moduli prodotti da terzi e non solo da Google. I moduli comunque avranno un prezzo abbastanza contenuto che varierà ovviamente da un tipo di modulo all’altro. Per quanto riguarda le dimensioni sembra che siano in cantiere ben tre tipi di dispositivo ordinati qui sotto per dimensione:

  • Mini: grande quanto un iPhone, più o meno
  • Medium: con un dusplay da 4,7 pollici presumibilmente dovrebbe essere grande quanto un Nexus
  • Large: dovrebbe avere le dimensioni tipiche di phablet.

Google potrebbe lanciare questo nuovo tipo di terminale con uno store dedicato o comunque su un canale di distribuzione proprio, ma comunque altri produttori potranno offrire, come detto prima, altri moduli, con diverse caratteristiche e prezzi. Ogni giorno, in sostanza, potremo uscire con un telefono votato all’autonomia (inserendo più moduli per la batteria) oppure un terminale super performante o qualsiasi altra cosa ci venga in mente e che con Project Ara potremo realizzare.

Complimenti, anche se la pazienza sta arrivando a livelli davvero bassi per permettere di attendere ancora!

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Commenti

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  • Gabriele Gugliuzza

    A me fa un po’ ridere vedere quanti sono sovreccitati per questo concept… Ma si crede davvero che un’idea così semplice rappresenti la fine degli odierni colossi della telefonia? Io non vi capisco -“sarà un investimento, altro che comprare cellulari ogni anno” é la frase che sento più spesso- perché come ogni altra trovata commerciale sarà ovviamente costosa e limitata… Voglio dire, che differenza c’è tra vendere un iPhone a 800€ e un cellulare diviso in moduli (che sono tanti ovviamente) a 799? Poi l’upgradabilità: una piattaforma di base deve pur esserci, e quando questa diventerà obsoleta? Saranno 3-4 anni? (le schede madri dei pc si rinnovano come modelli spesso ad esempio) Bene, per molti questo è attualmente il ritmo di cambio del cellulare… Poi chi compra iPhone ogni anno continuerà a spendere centinaia e centinaia di € in moduli più performanti! Insomma, non ci vedo nulla di sconvolgente se non per l’idea in sé, appetibile sicuramente; questo dal momento che la produzione, la commercializzazione e la distribuzione saranno ad opera dei soliti noti, nelle solite note maniere.

    • Gabriele Gugliuzza

      (Forse come ricambi, si quello è vero, ma rimane un pro SECONDO ME marginale)

    • Gark121

      secondo me il punto non è cambiare cell ogni anno o no, ma avere sempre il cell adatto alle tue esigenze. io volevo un top gamma da usare con una mano sola.per un anno e mezzo non ne è esistito nemmeno uno. poco da fare, nè a 50 nè a 1000 euro. adesso è uscito lo z1c, che mi piace molto, ma ad un altro potrebbe non andare bene per qualche motivo, e si troverebbe senza il dispositivo che vuole. un po’ frustrante. invece qui scegli dimensioni, componenti, tutto. ti serve la camera di ottima qualità? la metti. non ti serve? ne mentti una economica e investi di più sullo speaker. ad esempio. questo è il vantaggio. poi la durata nel tempo conta fino ad un certo punto, tanto alla fine dopo un po’ si vorrà cambiare lo stesso.

  • Karol

    Avevo pensato ad una cosa simile un paio di anni fa, quindi se ci arrivato un bambino di 15 anni non ci voleva arrivare mamma google? Comunque, da dopo questo terminale se fatto giusto non sostituiremo mai più il telefono, esce un nuovo processore? cambio solo quello, esce una fotocamera da 3 giliardi di pixel? la compro e la inserisco, cara apple nokia e compagnia varia sta volta l’avete prese nel cu** in un modo fottutamente epico

    • marcoar

      e chi ti dice che poi non ci saranno vincoli nel frame? O nell’accostamento tra le parti? o semplicemente limiti nell’interazione tra l’hardware e il software? O semplicemente che i “blocks” saranno economici?
      Ricordate che comunque sono aziende che devono guadagnare e comunque ti devono spingere a fare un investimento relativamente importante ogni tot di anni

      • Aggiungerei anche che sono solo le basi per definire nuovi standard. Il che vuol dire che se la cosa funziona e piacerà, usciranno le nuove versioni di slot ogni due tre generazioni. Come sui PC ram ddr3 incompatibile con ddr2 e processori con socket specifici e bus PCI Express che sostituisce l’AGP. Insomma, per ora è solo un’ idea e un prototipo. Oltretutto se ne parlava da tanto tempo e il progetto ha circa un annetto. Diciamo che i progressi nella miniaturizzazione stanno consentendo di definire nuovi standard. Anni fa ciò era molto più difficile.

  • andyroid

    L’dea e strepitosa, pensate a cambiare il display a casa per un eink per leggere ecc.

  • I do want.

  • Michele Isotti

    mi sto maledicendo per avr lasciato perdere il progetto… ero fra gli arascouting…
    comincio a risparmiare, il 4.7 pollici sarà perfetto

  • Fabio Zizi

    Da che minuto inizia la presentazione!?!

  • Luigi

    E’ un ottima idea ma non la vedo esteticamente valida…

    • Theo

      Beh in effetti quei mattoncini non sono proprio belli (sviluppato meglio il design chissà). Però si potrebbe nascondere tutto dentro una cover, magari da scegliere tra diversi colori e materiali.

  • Vincenzo Signoriello

    Hai capito Google, pagato cara Motorola poi venduta per 4 spiccioli ma alla fine gli interessavano solo i brevetti… Chissà che altro ancora ha in casa…

  • Giulio

    Mi domando come faranno per i driver… ho già ipotizzato un paio di metodi… ma nel frattempo metto da parte i soldi!!! =]

    • Antonio De Gaetano

      I driver credo siano il problema minore, alla fine tutti gli smartphone usano dei kernel che includono anche più driver di quelli necessari per il loro funzionamento.. e con l’aumento di potenza e memoria avere un kernel ( come quello linux ) un po’ obeso di driver sia piuttosto tollerabile ;)

      • Oltretutto si può prevedere una gestione dei driver con un app e dei driver generici per la gestione di periferiche necessarie standard come il display e molto altro. O semplicemente prevedere l’installazione automatica perchè ogni componente è dotato di chip di memoria con i driver… Infinite soluzioni

        • Giulio

          Era una delle mie supposizioni!
          L’altra era un programma per pc per la compilazione automatica dei driver in base all’hardware…

          • Troppo Apple style. Poco versatile perchè necessita di un pc. Molti utenti vogliono uscire dal negozio accendendo un device funzionante. A questo punto meglio la compilazione on board o la produzione di moduli specifici in base all’OS o alle accoppiate. Si possono così creare dei package di moduli in vari assortimenti e vari driver. O ancora prrvedere un driver standard per una serie di moduli wifi compatibili per il download di driver corretti via ota

  • Manuelicata

    Questa si che è innovazione!

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