Google Service Workers: nuovo standard per le pagine web offline

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Capita, a volte, di voler accedere ad una pagina web senza avere la connessione ad Internet attiva o disponibile. Se si è già visitata nel passato recente una pagina, perché dovrebbe esserci bisogno di caricarla nuovamente? Google vuole risolvere proprio questo problema con Service Workers, un nuovo standard che potrebbe (e dovrebbe) risolvere questo e altri problemi.

Service Workers funziona un po’ come una sorta di cache: una volta che si è caricata una pagina, questa viene mantenuta in memoria per essere poi utilizzata anche quando non c’è la connessione attiva. Questo risulta particolarmente utile in ambito mobile e su dispositivi come i tablet che non sempre hanno a disposizione la connettività cellulare. Per dirla con le parole di Alex Russell, ingegnere del software in Google: “vogliamo caricare qualcosa invece di niente”.

Un altro aspetto positivo è che le pagine potrebbero caricarsi molto più velocemente, perché la maggior parte dei contenuti sarebbero già nella cache fornita dai Service Workers. Questo già accade, ma le cose sarebbero decisamente migliori con il nuovo standard.

L’aspetto negativo di questo approccio è che il browser sarà più pesante e ci sarà bisogno di più spazio di memorizzazione per la cache, ma è un prezzo onesto da pagare per risparmiare decine (o centinaia) di megabyte al mese di traffico Internet.

Per ora Service Workers non è ancora pronto per essere reso pubblico, ma Google ha già annunciato che sarà incluso in Chrome. Mozilla, dal canto suo, dovrebbe implementare il nuovo standard in Firefox.

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Commenti

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  • Dario · 753 a.C. .

    secondo me questo porterà anche degli svantaggi… il soliti svantaggi quando la cache è troppo piena.
    il browser quando si apre una pagina, non va ad aprirla subito, ma controlla prima se è in cache: in questo caso il caricamento sarebbe più rapido (non dovendola caricare ex novo) e comporterebbe un risparmio di dati.
    se la cache però è enorme, il tempo per controllare se la pagina è in cache o no sarà molto lungo. dopodiché solo se la pagina non è in cache verrà caricata, ma in questo caso si faceva prima a caricarla completamente da subito come tempistiche…

    ho detto qualche cavolata?

    • Giorgio Aresu

      Per risolvere il problema esposto basterebbe mantenere un semplice indice delle pagine in cache.. Semplice e efficiente

    • LamerTex

      No, ma ovviamente è un aspetto che si valuta (in particolare da google che per le ricerce qualcosa ne sa :P ) e bisogna trovare il giusto compromesso tra grandezza cache (e tempo richiesto per la ricerca) e risparmio di dati.
      Visto che la cache viene creata dal browser stesso poi (e non si trova già là con i dati messi a caso) ci sono algoritmi di ricerca molto efficienti se si organizzano i dati in maniera particolare.

      Per farti un esempio se si utilizza una struttura ad albero “speciale” (detto AVL, albero binario di ricerca bilanciato) per verificare che un certo dato ci sia tra n dati, ci vogliono solamente log n confronti, quindi se per esempio ci sono 1 milione di dati bastano 20 confronti.
      Questa è una semplificazione perchè non credo proprio possa essere usato questo metodo per una cosa così complicata come una cache per pagine web, ma è per farti capire che ci sono metodi molto veloci, e sicuramente il tempo che ci vuole viene valutato attentamente :)
      (fonte, ho appena dato un esame di dati e algoritmi :P )

      • Dario · 753 a.C. .

        ok grazie.. io infatti avevo dato una mia impressione da ignorante in materia ;)

      • Devo ancora dare quell’esame ma ho già seguito il corso e confermo, basta usare alberi binari per ridurre drasticamente i confronti ;)

        • Simone

          Ma il browser già salva i contenuti nella cache. Secondo me si tratta solo di salvare dati che il browser andrà a caricare unicamente nel caso in cui non ci sia una connessione attiva. Ricaricare, per esempio, la home di TuttoAndroid andandola a pescare dalla memoria perchè l’ho consultata un minuto fa mi impedirebbe di vedere notizie “last minute”.

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