Editoriale: l’evoluzione delle specie

Android evolution

È questo il picco della tecnologia in campo mobile? La risposta, così come la domanda, non è scontata. Allo stato dell’arte l’evoluzione dell’hardware e del software ha portato a processori quad-core e octa-core, 2GB di RAM, 128GB di spazio di archiviazione, schermi Full HD sugli smartphone e WQXGA (2560×1600) sui tablet e connessioni LTE fino a 150Mbps. Qual è il limite?

È difficile riuscire a pensare a qualcosa di più: dove possono spingersi gli schermi, rimanendo su dimensioni accettabili, oltre il Full HD? Dove possono arrivare le CPU mobile oltre i quad-core (sia “normali” che del tipo big.LITTLE)? Qual è il limite di RAM di un dispositivo mobile? Al momento attuale non ci sono risposte certe per quasi nessuna di queste domande. Se conosciamo infatti il futuro prossimo delle CPU, che evolveranno da architettura a 32bit ad architettura a 64 bit, il resto è una grande incognita.

Schermi

Facciamo un piccolo riassunto dell’evoluzione degli schermi per smartphone: fino a 2 anni fa la risoluzione standard era rappresentata dalla 800×480, presente su buona parte dei terminali da circa due anni. Basti pensare che sia il Galaxy S che il Galaxy S II adottano tale risoluzione. Nel tardo 2011 viene presentato il Galaxy Note, che è il primo smartphone a possedere uno schermo con risoluzione HD. Dopo un anno viene presentato HTC Butterfly, il primo ad essere dotato di display Full HD, ed ora ci prepariamo alla nuova ondata di smartphone con tale risoluzione.

Del futuro degli schermi si sa che compagnie come Samsung stanno investendo molto sugli schermi flessibili, con l’intenzione di portare sul mercato quanto prima dei prodotti che integrino queste nuove tecnologie al loro interno. Sono quindi prospettabili smartphone che si piegano su se stessi ed occupano giusto lo spazio richiesto dalle batterie. Non è dato sapere alcunché sulla risoluzione che questi schermi avranno, né sul futuro degli schermi “tradizionali”. Oltre il Full HD c’è la risoluzione WQXGA (2560×1600), ma qual è l’utilità di una simile risoluzione su uno smartphone di dimensioni medie quando l’occhio non percepisce differenze sostanziali oltre i 300ppi? Già il Full HD è ben oltre le possibilità dell’occhio umano su schermi di dimensioni ridotte (minori di 5 pollici).

La mia opinione è che la corsa alla risoluzione si fermerà ed entreranno in gioco in maniera predominante altri parametri come fedeltà cromatica, angoli di visuale, luminosità, risparmio energetico più varie ed eventuali (esempio: immagini “a pelo d’acqua” come sugli ultimi LG). Entreranno poi in gioco i formati: assisteremo alla diffusione di schermi arrotolabili, schermi trasparenti, schermi interamente realizzati in vetro, occhiali come i Google Glass, schermi dall’opacità regolabile e così via.

CPU

Per le CPU il discorso è leggermente più complesso: abbiamo infatti a che fare con processi produttivi, architetture, frequenze di clock e così via. È stato il Nexus One ad aprire la strada alla “corsa ai gigahertz” in campo mobile, proponendo per la prima volta un processore la cui frequenza di clock era di 1GHz.

Dopo di esso sono arrivati i primi processori dual-core, seguiti dopo poco dai quad-core: se pensiamo che il primo dual-core di larga diffusione è stato Tegra 2, integrato nei primi prodotti verso l’inizio del 2011, e che i primi quad-core con Tegra 3 sono della fine dello stesso anno, ci si rende conto della velocità di evoluzione dell’hardware.

Quest’anno vedremo l’esplosione dei processori basati su Cortex-A15, in forme che vanno dai dual ai quad core, fino agli octa-core (di cui abbiamo un esempio qui). L’anno prossimo ci saranno i primi Cortex-A53, che saranno basati sull’architettura ARMv8 che introdurrà per la prima volta i 64 bit in campo mobile. Non è ancora noto quali saranno le forme con cui vedremo i nuovi processori: single-core, dual-core, quad-core… Cosa arrivi dopo non si sa.

RAM

Per quanto riguarda la RAM non c’è un reale limite. Entro pochi anni potremmo trovarci per le mani tablet con 16GB di RAM, oggi riscontrabili pressoché solo sulle workstation grafiche ed i server.

Fotocamera

Nel campo delle fotocamere ci potrebbe in futuro essere una piccola rivoluzione con l’introduzione non solo di fotocamere con sensori in grado di catturare foto sensibilmente più risolute e con un maggior numero di pixel (40 megapixel in stile PureView?), ma anche di fotocamere a campo luminoso. La possibilità di scegliere in un secondo momento rispetto allo scatto la messa a fuoco è una possibilità che chiunque accoglierebbe favorevolmente!

Le specie del futuro

Quella che è, a mio parere, l’evoluzione più probabile nel mondo mobile è l’evoluzione di smartphone e/o tablet verso dei dispositivi che potremmo definire “mainframe portatili personali” o “Personal Portable Mainframe” (PMM). Cosa sono questi?

Se valutiamo l’evoluzione del mondo mobile ci accorgiamo di come abbiano sempre maggiore importanza i contenuti e la possibilità di fruirne nel modo più appropriato, piuttosto che aspetti come  il dispositivo su cui si fruiscono la potenza bruta dell’hardware. Ciò che ci interessa dei nostri smartphone e tablet è ciò che contengono: appplicazioni e relativi dati, immagini, contatti… Non è un caso che aziende come ASUS propongano prodotti come il PadFone che consentono di avere sempre gli stessi contenuti su form factor diversi.

I PMM saranno un’evoluzione di quanto attualmente disponibile e consisteranno in un’unità centrale di elaborazione che consentirà di condividere le informazioni, i contenuti, la connettività, lo spazio di archiviazione e altro ancora con alcuni dispositivi “stupidi”, che non saranno altro che interfacce verso il PMM. Non ci sarà più bisogno di sincronizzazioni e passaggi di dati: tutto risiederà nell’unità centrale, che potrebbe essere un notebook, un tablet od uno smartphone, od ancora un dispositivo in un nuovo formato – un cubo, una lamina, un piccolo parallelepipedo senza altro fuorchè un pulsante di accensione.
Non ci sarà nemmeno più bisogno neppure dei notebook o dei desktop per l’uso “normale” e quotidiano, poichè sarà sufficiente connettere il PMM al giusto terminale – TV, proiettore, schermo da scrivania… – per avere la giusta interfaccia e le giuste applicazioni a disposizione.

Queste sono solo ipotesi, quindi non è affatto detto che in futuro ci sia questa precisa evoluzione: altri formati più interessanti potranno essere inventati, oppure tutto potrebbe migrare nella grande nuvola di Internet. Certamente l’ “evoluzione delle specie” saprà riservarci in qualunque caso piacevoli sorprese.

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