Ubuntu e Debian arrivano sugli smartphone Android!

Linux-loves-Android

So che molti di voi apprezzano Linux ed il mondo open source, e molti sono rimasti colpiti dalla versione di Ubuntu per Android sviluppata da Canonical. Io stesso sono Linux user e sono molto interessato agli sviluppi della creatura di Linus Torvalds nella sua forma “pura” (oltre alla forma “bastarda” di Android). Una notizia del genere è quindi di sicuro interesse: uno sviluppatore di XDA è riuscito a trovare il modo per far girare Ubuntu, Debian e BackTrack su smartphone e tablet sfruttando il kernel di Android. Com’è possibile ciò?

Una piccola spiegazione per i non-esperti: Android sfrutta un kernel Linux modificato ad hoc da Google che include alcune migliorie e molte modifiche sostanziali. Tuttavia molte parti sono rimaste molto simili o identiche e, anche se non è presente tutto lo userland GNU normalmente presente su Linux (ovvero l’insieme dei programmi di base), alcuni programmi sono presenti ed è possibile sfruttarli. Uno di questi programmi è chroot – “change root” nella forma estesa – che serve per modificare l’indirizzo del file system di root. Per comprendere al meglio cosa questo significhi sono necessari elementi di teoria dei grafi, ma è sufficiente dire che viene cambiato l’indirizzo del file system principale per dare un’idea. Se il file system di root è “/”, si può dare il comando “chroot /media/system” per far diventare la cartella “/media/system” il nuovo file system di root: è come se dicessi al sistema operativo di cercare in quella directory i file necessari e non in quella “normale”.

Questo procedimento è particolarmente utile in questo contesto. Il metodo trovato da zacthespack, infatti, prevede l’utilizzo di chroot per poter far funzionare il sistema operativo ospite senza toccare nulla del sistema Android. L’unico aspetto negativo è l’occupazione di spazio di archiviazione, che però non è un grande problema sull’hardware odierno. È possibile usare VNC per accedere all’interfaccia grafica della distribuzione e utilizzarla come su PC. Alternativamente si può usare la linea di comando.

Per facilitare il tutto è stata pubblicata sul Play Store l’applicazione “The Complete Linux Installer” che guida passo passo l’utente nell’installazione e la rende il più semplice possibile. Grazie a questa applicazione il tempo di installazione e di impostazione del sistema è ridotto ai minimi termini, e in poco tempo è possibile usare la propria distribuzione Linux preferita sul proprio smartphone!

Serve, purtroppo, l’accesso ai permessi di root per poter utilizzare l’applicazione. Oltre a questo, la raccomandazione è di usare un dispositivo recente (almeno dual core). Si può provare con tutti i dispositivi, ma i risultati non sono assicurati.

Fateci sapere se avete intenzione di provare l’applicazione e di installare Ubuntu o Debian e raccontateci la vostra esperienza!

[app]com.zpwebsites.linuxonandroid[/app]

Commenti

Ti invitiamo ad usare toni consoni e di rimanere in tema all'argomento trattato, in caso contrario, il sistema automatico potrebbe oscurare il tuo messaggio e potrebbero trascorrere fino a 48h per la verifica ed un'eventuale autorizzazione.
TuttoAndroid si riserva comunque il diritto di allontanare le persone non adatte a tenere un comportamento corretto e rispettoso verso gli altri.

  • Maria Gemma (FB)

    I-pone tutta la vita…

  • Rocco Leonello (FB)

    anche il nexus one reggeva ubuntu …

  • http://www.facebook.com/ar.petruzzella Raffaele Petruzzella (FB)

    gli smartphone android gazie alla guida di google fin ora sono riusciti almeno a limitare la frammentazione (insita negli unix-like). cosa accadrà se il porting di varie release linux prendera piede? (windows phone avrà vita facile?!?!?!)

    • http://www.facebook.com/fdondi1 francescodondi

      La frammentazione è insita nella libertà :p

      • http://www.facebook.com/fdondi1 francescodondi

        e comunque c’è quasi più frammentazione in Android, dove per colpa dei produttori ogni hardware ha un software diverso, che sul desktop Linux dove hai sì una libertà infinita, ma il grosso del popolo lasciato libero si stabilizza su al più due-tre soluzioni tutte uguali (ora Ubuntu, poi Mint e volendo Fedora, poco altro)

  • http://www.facebook.com/tuttoandroid TuttoAndroid (FB)

    Floriano Calcagnile: peccato che sia destinato agli operatori e ai produttori e non sia accessibile agli utenti per installarlo sul proprio smartphone…

  • http://www.facebook.com/floriano.calcagnile Floriano Calcagnile (FB)
  • Rocco Leonello (FB)

    linux è uina vita che c’è

  • http://www.facebook.com/tuttoandroid TuttoAndroid (FB)

    Se leggessi l’articolo troveresti risposta alla tua domanda :)

  • Marcus Zeitgeist (FB)

    Scusate, ma se ci mettessero Ubuntu, non smetterebbero di essere Android?

  • Marcus Zeitgeist (FB)

    Scusate, ma se ci mettessero Ubuntu, non smetterebbero di essere Android?

  • http://www.facebook.com/jxay286 alessandrofeduzzi

    Quindi cosa fà un dual boot ???

    • Riccardo Robecchi

      No, avvia una sessione separata in cui gira il sistema operativo Linux.

Top