Qualcomm annuncia i nuovi Snapdragon 808 e Snapdragon 810

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Qualcomm ha presentato ufficialmente i nuovi processori Snapdragon 808 e Snapdragon 810 a 64 bit. Si tratta dei primi processori a 64 bit di Qualcomm destinati alla fascia alta del mercato e sono anche i primi ad usare un’architettura non modificata rispetto al riferimento di ARM.

I due chip infatti impiegano architetture Cortex-A57 e Cortex-A53, equivalenti a 64 bit dei Cortex-A15 (di fascia alta) e dei Cortex-A7 (di fascia bassa) attuali, senza le canoniche modifiche apportate da Qualcomm. I core Krait impiegati attualmente negli Snapdragon 800 (e non solo) sono infatti versioni pesantemente modificate dei Cortex-A15 impiegati in versioni più o meno customizzate dagli altri produttori come NVIDIA e Samsung. Parleremo fra poco del perché.

Snapdragon 808 e 810: le caratteristiche

Snapdragon 808 è una CPU esa-core, mentre Snapdragon 810 è octa-core. Entrambi utilizzano la tecnologia big.LITTLE per contenere i consumi pur garantendo prestazioni di rilievo. Snapdragon 808 utilizza due core Cortex-A57 e quattro A53, mentre Snapdragon 810 impiega quattro core di ciascun tipo.

La GPU appartiene alla nuova serie Adreno 400, già vista sullo Snapdragon 805, ed è una Adreno 430 nello Snapdragon 810 e una Adreno 418 nello Snapdragon 808. Il modello 805, per paragone, ha una Adreno 420. Non si sa bene quali siano le differenze tra le tre GPU poiché non sono stati divulgati dettagli al riguardo, ma si sa che supportano OpenGL ES 3.1 e OpenCL 1.2 Full.

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Anche la memoria fa un deciso passo in avanti: con Snapdragon 810 si passa alla nuova generazione di DDR4, operanti in dual-channel a 1600MHz con moduli a basso consumo (LPDDR4). 808 invece si deve “accontentare” di supportare al massimo 4GB di memoria LPDDR3 operante a 933MHz in dual-channel.

Tutta questa potenza servirà a gestire fino due display con risoluzione 4K e frequenza di aggiornamento di 30Hz sul 810, mentre sul 808 ci sarà un limite a display con risoluzione 2560×1600.

Entrambi i nuovi SoC supportano le reti LTE Cat7 (ovvero 300Mbps in download e 100Mbps in upload), Bluetooth 4.1 e WiFi 802.11ac.

Anche il comparto imaging beneficerà della nuova generazione: i nuovi ISP (Image Signal Processor) adottati nei due SoC permettono di ottenere prestazioni prima impensabili. Sul 810 troviamo due unità di elaborazione che operano a 600MHz chee sono in grado di gestire 1.2 gigapixel al secondo e supportano fotocamere fino a 55 megapixel. Sul 808 non sono stati diffusi dettagli precisi, ma dovrebbe essere in grado di avvicinarsi alle prestazioni del 810 (anche se con qualche limite).

La registrazione di video prevede invece un encoder e decoder hardware per h.265 in grado di supportare filmati in 4K sul 810, mentre il 808 ha solo il decoder. Il risultato è che 808 consumerà di più di 810 nell’effettuare l’encoding (e, quindi, la registrazione) dei video in 4K. Entrambi i processori sono limitati a 30fps nelle registrazioni in 4K.

Perché utilizzare dei core “base” non customizzati?

Modificare l’architettura di un processore per cambiarne e migliorarne alcune caratteristiche non è un processo immediato: servono diversi mesi per poter portare a termine un progetto che possa davvero aggiungere qualcosa al progetto di base. Il motivo per cui Qualcomm ha scelto di utilizzare un’architettura basilare sta proprio nei tempi strettissimi in cui è stata costretta ad operare dalla concorrenza.

Modificare l’architettura di base per ottenere un risultato simile a quello dei Krait rispetto ai Cortex-A15 e, contemporaneamente, immettere i prodotti sul mercato entro la fine dell’anno sarebbe stato pressoché impossibile per Qualcomm. Non ci sono i tempi tecnici necessari a creare versioni custom dei core, a iniziare i processi di sampling (ovvero di produzione di prova) dei processori e a dare il via alla produzione di massa tra qui e la fine dell’anno. Per questo motivo Qualcomm ha preferito adottare una soluzione temporanea e commercializzare processori con core vanilla e rimandare al prossimo anno i primi processori con architettura custom.

In ogni caso Qualcomm ha apportato delle modifiche, ad esempio modificando la gestione dei core in configurazione big.LITTLE. Non si tratta, quindi, di soluzioni totalmente immutate rispetto al modello di riferimento.

Disponibilità

Nonostante il ritardo delle soluzioni custom, però, i primi sample arriveranno verso la fine dell’anno e i primi prodotti commercialmente disponibili nella prima metà del 2015. Sembra che, per una volta, NVIDIA arrivi prima (e meglio?) di Qualcomm.

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Commenti

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  • gio03

    Qualcomm si è proprio seduta, dopo il gran successo del 2013 si è dimenticata di proseguire lo sviluppo (questi SoC gli avrei pensati al posto del 801 e del 805)
    In ogni caso ha ancora un buon vantaggio su nvidia per via della scarsa ottimizzazione..

    • Federico Spena

      *li

    • zionitablu

      La scarsa volontà di innovazione di Qualcomm, se fai caso, è dovuta più che probabilmente, al fatto che, in questi ultimi tempi, è riuscita ad ottenere il monopolio del mercato dei processori: qualsiasi dispositivo flagship monta uno dei loro processori e, se questo, da una parte può essere considerato positivo, e consideriamo che gli sviluppatori, nell’ambito degli smartphones più potenti e venduti, possono trovarsi ad ottimizzare le applicazioni per meno tipi di SoC, dall’altra ha impedito che si venisse a creare la consueta gara fra i chipmakers, ormai vinta da Qualcomm. I competitors, quali Texas Instruments (costretta a disabilitare la propria divisione mobile), Nvidia (creatrice di prodotti sopravalutati e con un supporto dei dirvers limitato), sono ormai state messe fuori gioco. Samsung continua a presentare i suoi exynos, che alla fine vengono montati su un numero ridotto di dispositivi. Mediatek si è ritagliata la sua parte di torta nella fascia bassa o bassissima.
      Forse solo Intel può dare una svegliata al mercato dei chip per il mercato mobile…

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