Microsoft chiede all’UE di indagare sulle pratiche commerciali di Google

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Nella giornata di ieri, Microsoft insieme a Oracle e Nokia hanno ufficialmente presentato una lamentela all‘Unione Europea per pratiche commerciali scorrette nei confronti di Google. Secondo questo gruppo, chiamato Fairsearch, Google non gestirebbe in modo del tutto pulito le applicazione Android. In modo particolare fanno riferimento al pacchetto di applicazioni proprietarie dell’azienda di Mountain View, chiamate Google Apps.

Infatti, secondo questo gruppo, anche se Android è gratuito e quindi installabile da chiunque senza pagare nulla, Google obbligherebbe qualsiasi produttore che volesse utilizzare il suo sistema operativo a preinstallare le Google Apps, ossia Play Store, Maps, Chrome, YouTube e così via. In questo modo non permetterebbe ad un produttore di utilizzare software di terze parti differenti, monopolizzando il mercato mobile della pubblicità. Il gruppo ha addirittura definito il comportamento dell’azienda californiana un “Cavallo di Troia“.

Secondo Microsoft e compagnia, Google in questo modo renderebbe anche difficile ai produttori di software recuperare i loro investimenti (WindowsPhone?). Secondo il gruppo, avrebbe attualmente il 96% del mercato delle ricerche  mobile e il 70% dei dispositivi mobile spediti, a dimostrazione del monopolio dell’azienda di Mountain View. Ora gli organi interessati faranno le dovute indagini e probabilmente, presto, ne risentiremo parlare con le decisioni che saranno prese in merito.

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Commenti

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  • koggaccio

    buffoni

  • MaxArt

    Non è la prima volta che FairSearch millanta queste sciocchezze. È un gruppo creato da Microsoft nominalmente per difendere la scelta degli utenti, ma praticamente per raggruppare tutti quelli che vogliono combattere Google con ogni mezzo possibile.

    Google non obbliga nessuno ad installare le Google Apps. Chiunque può limitarsi a produrre un telefono con AOSP. C’è anche chi l’ha fatto. E addirittura ci sono produttori che cambiano completamente le carte in tavola, tipo Amazon.

    Il problema è che i maggiori produttori non sono stupidi e sanno che se vogliono avere successo le Google Apps vanno installate, punto e basta. Perché, in primis, sono buone app. Ed è per questo che Microsoft rosica.

    Ma questa causa non andrà da nessuna parte.

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