Intel: “processore Medfield dual-core LTE pronto al debutto”

Il primo microprocessore Intel, l’Intel 4004, è stato anche il primo processore della storia con design monolitico in silicio. Intel è da sempre dominatrice nel campo delle CPU per workstation, desktop e laptop, ma nel campo mobile è sempre stata sottomessa dalle architetture ARM. Il lancio dei primi smartphone con processore x86, tra cui il recentemente debuttato Motorola RAZR i, segna un cambio di passo che traccia una strada verso il futuro ben precisa.

Il RAZR i è uno dei primi smartphone Android con a bordo il processore single-core Atom con architettura Medfield Z2460, operante a 1.3GHz con TurboBoost fino a 2 GHz. Tale smartphone non è però il primo nè sarà l’ultimo ad adottare i processori Intel: dopo questa discesa in campo, Intel vuole continuare lo sviluppo dei processori per i dispositivi mobile.

La società fondata da Gordon Moore annuncia che “lancerà alcuni prodotti LTE quest’anno e aumenterà [la produzione] nel 2013″ assieme a nuovi processori multi-core.

Sumeet Syal, Direttore del Product Marketing di Intel, afferma che l’azienda si sta concentrando anche sulla compatibilità di alcune applicazioni Android per l’architettura x86 e sull’efficienza dei processori.

Il problema principale di Intel, infatti, è riuscire a garantire la compatibilità delle applicazioni su un’architettura nuova nel mondo mobile e per la quale gli sviluppatori non sono preparati nè per la quale hanno preparato le applicazioni. Lo standard nel mondo Android è ARM, non Intel. Molte applicazioni non sono funzionanti, e ad esempio Google Chrome non riesce a girare su processori Intel. Syal ha affermato che “non vogliamo parlare di numeri, ma la maggior parte delle applicazioni che abbiamo testato funziona bene.”

Syal è andato avanti parlando dei progetti per il futuro, e si è soffermato sui futuri processori multi-core. Naturalmente il termine “multi-core” deve essere inizialmente inteso come dual-core. L’azienda è attualmente soddisfatta dei risultati ottenuti, anche grazie all’impiego della tecnologia HyperThreading che consente di avere due core logici di elaborazione pur avendo un solo core fisico. Perchè allora passare ai dual-core?

“You have to take a look at how many instructions per clock can the architecture handle — our belief is that others are throwing cores at the issue in terms of getting more performance. We make that determination based on our architecture so we felt very comfortable coming out with a single core dual-threaded for our first product, and as we’re able to get more and more performance in the right implementation of the architecture we believe putting in dual-core would be the right thing for our next generation product.”

“Bisogna guardare quante istruzioni per clock può gestire un’architettura – noi crediamo che altri stiano buttando lì più core spacciandoli per [un indicatore di] maggiori prestazioni. Noi prendiamo questa decisione basandoci sulla nostra architettura quindi ci siamo sentiti a nostro agio uscendo con un single core con due thread per il nostro primo prodotto, e mentre siamo in grado di ottenere sempre più prestazioni nella giusta implementazione dell’architettura, crediamo che utilizzare un dual-core sia la scelta giusta per la nostra prossima generazione di prodotti.”

E i quad core? Non è ancora il momento di parlarne, ma qualcosa bolle in pentola. Nel frattempo Qualcomm si è preoccupata di smontare Intel e i suoi sogni di gloria. Che sia con la prossima generazione che ARM debba cominciare a temere?

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