Google spiega i motivi del ritardo degli ultimi aggiornamenti

Google Experience è sempre stato sinonimo di priorità negli aggiornamenti, Android puro senza interfacce proprietarie discutibili di aziende produttrici ed una no-lag user experience. Questi, in sintesi, i punti sui quali si fonda un terminale Pure Google, come gli smartphone Nexus ed i tablet Motorola Xoom, entrambi dispositivi Google Experience

Come anche ben sappiamo, però, ultimamente gli aggiornamenti da parte di Google hanno subìto qualche ritardo considerevole, ritardo che prima d’ora non c’era mai stato. Il Nexus S, infatti, verso la fine di dicembre, vide riceversi un primo aggiornamento ad Android 4.0.3 ICS, per poi vederselo ritirato per chissà quale motivo poco dopo tempo. Un nuovo aggiornamento ad Android 4.0.4 gli è stato poi rilasciato solo agli inizi di questo mese. Lo stesso Galaxy Nexus è stato aggiornato ad Android 4.0.4 dopo alcuni mesi. Inoltre, parlando di tablet, solo il Motorola Xoom versione Wi-Fi, altro dispositivo Google Experience, ha ricevuto l’aggiornamento ad Android ICS, mentre la versione 3G attende ancora.

 


 

Cosa succcede, Google?

E’ stata posta questa domanda ad un ingegnere che lavora per Google il cui nome è Jean-Baptiste Queru. Egli, senza peli sulla lingua, risponde in modo chiaro:

Quello che subito mi salta in mente è che alcune varianti dei dispositivi Google di punta non hanno ancora ricevuto Ice Cream Sandwich (o sono fermi alle vecchie versioni di Ice Cream Sandwich) a causa dei ritardi introdotti dalle approvazioni degli operatori telefonici.

In sostanza, se gli operatori bocciano un aggiornamento, questo non s’ha da fare! L’ingegner Queru, inoltre, continua sostenendo che Google sta ri-attuando un buon piano di vendita dei suoi dispositivi e che la sfida attuale è quella dell’intermediazione con i carrier (operatori telefonici):

Sono molto contento che Google è tornato nel business della vendita di telefoni direttamente senza intermediari, e sarò ancora più contento quando vedrò che il programma sarà esteso anche ad altri paesi. La compilazione di un nuovo software non implica che Google può implementarlo immediatamente, ci sono le approvazioni degli operatori per i dispositivi che vengono venduti e/o sostenuti da essi.

La cosa quindi è abbastanza chiara: anche se si acquista un dispositivo Google Experience, gli operatori hanno comunque qualcosa a che fare con gli aggiornamenti che vengono rilasciati. Da qui si intuisce che, anche chi acquista un terminale Google Experience senza alcun tipo di “brand”, deve attendere comunque l’approvazione degli aggiornamenti da parte degli operatori, magari anche di altri paesi, in quanto tutti i dispositivi Google rigorosamente devono avere la stessa versione software in qualsiasi paese.

Pace fatta anche per alcuni bug che facevano parte magari delle prime versioni rilasciate del software, la colpa principale del ritardo in gran parte non è direttamente di Google. Speriamo che questa ri-attuazione del piano di Google per la vendita dei suoi dispositivi (vedi vendita del Galaxy Nexus sul Google Play Store americano) dia i suoi buoni frutti.

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