Editoriale: OnePlus, Oppo, Xiaomi. Il risveglio del Dragone

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Lo avrete notato anche voi: i brand cinesi, da autori di copie e di prodotti di bassa qualità, stanno mano a mano diventando i creatori degli oggetti del desiderio per moltissime persone. Testimone ne è l’interesse per OnePlus One, che ha generato una quantità di commenti incredibile nella community internazionale – ma non si tratta certo dell’unico caso, visto che anche Xiaomi e Oppo stanno vivendo un momento di notorietà elevata. Viene dunque da porsi una domanda: saranno forse i produttori cinesi a sfornare i prossimi smartphone desiderati da tutti?

La risposta è difficile da formulare. Con l’espansione sul mercato internazionale di produttori tipicamente cinesi come Xiaomi, Meizu, Oppo, Huawei, Jiayu, Zopo e così via, è altamente probabile che vedremo un rifiorire del mercato smartphone dato da una fortissima competizione tra i “vecchi gerarchi” e queste nuove leve che, in pochi anni, stanno riuscendo a conquistare importanti fette di mercato ma, soprattutto, i cuori degli utenti.

Molte persone sono ancora convinte, non senza una punta di razzismo, che i cinesi siano in grado di copiare e basta, senza una reale capacità di creare qualcosa di originale e creativo. Il recente passato mostra, però, come le aziende cinesi atiano riuscendo a uscire da questo schema ed a creare prodotti di buona qualità e desiderabili dagli utenti.

La Cina si sta risvegliando e nei prossimi anni assisteremo a un boom anche in Occidente dei prodotti creati nel Paese orientale. Le aziende cinesi sono in grado, per più di un motivo, di immettere sul mercato prodotti dalle caratteristiche eccezionali che stracciano totalmente la concorrenza di marchi ben più noti. Esemplare è il caso di OnePlus, capace di proporre un vero e proprio top di gamma con specifiche pari (o addirittura superiori) al Galaxy S 5 ad una frazione del prezzo.

Se questo significherà un abbassamento dei prezzi o una differenziazione e cura nella progettazione dei dispositivi di marchi più noti, non c’è che da dare il benvenuto a quest’onda di cambiamento. È inevitabile anche un aumento della qualità dei prodotti dovuto proprio all’espansione internazionale delle società, che devono fare i conti con un livello di qualità media più elevato rispetto alla patria – e questo aumento è già reale, come si può facilmente verificare acquistando un dispositivo di progettazione e fabbricazione cinesi lanciato nell’ultimo anno. OnePlus One è un esempio ottimo in questo senso.

Il Dragone si sta risvegliando e, da Paese arretrato e sfruttato in maniera terribile dall’Occidente, sta diventando non solo una potenza economica senza pari, ma anche una forza creativa in grado di produrre con originalità e gusto. Al di là di questioni meramente politiche e culturali, la Cina è la nuova frontiera. Tante realtà finora sconosciute o poco conosciute stanno salendo alla ribalta e sono pronte a conquistare anche i mercati occidentali e, in particolare, il mercato europeo: più ricco, più disposto a spendere (ma anche attento al prezzo), con meno concorrenza (paradossalmente) rispetto alla Cina, con meno restrizioni politiche.

L’Europa è il mercato che sarà colonizzato per primo dalla Cina. Preparatevi.

Commenti

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  • Torakikiki

    Io ho uno Xiaomi MI2S e devo dire che non ho ancora trovato un concorrente valido. Il Nexus 5 forse, ma per restare sotto i 5 pollici non c’è confronto. Poi il sistema operativo MIUI è strauserfriendly. Ora è a 188 euro (versione 16GB) su ibuygou, l’ho acquistato li e in una settimana era a casa.

  • danitkd93

    Ma BEN VENGANO!!!
    piu concorrenza
    = prezzi piu bassi
    = spinte all’innovazione
    = migliori servizi
    = miglior fidelizzazione dei propri clienti

  • fla

    se non entrano nei negozi rimangono confinati a nicchie di mercato. Già comprare cinese poi on line. Vedremo.

  • Maurizio

    I cinesi devono ovviamente risolvere i problemi connessi alla garanzia … ma col prezzo di un sp occidentale ne compri 2 dei loro. Mi ricordo 40 anni fa quando erano i giapponesi a copiare pedissequamente (moto, macchine foto ecc.); allora comprare Canon Nikon Honda Yamaha era da poveretti sfigati, poi gradatamente hanno cominciato ad innovare mantenendo prezzi notevolmente concorrenziali e vediamo come è andata a finire

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