Recensione altoparlante portatile Anker Mini Portable

Copertina

Anker è decisamente più nota per le sue batterie portatili che per gli accessori, ma è decisa a portare prodotti di qualità a prezzi abbordabili agli utenti anche in questo settore e, in particolare, nel comparto degli altoparlanti portatili.

Il Mini Portable è un altoparlante dotato di tecnologia Bluetooth e pensato per essere utilizzato in mobilità o in ambienti in cui non si dispone di un impianto audio ma si ha la volontà di ottenere una riproduzione di qualità e volume maggiori rispetto a quanto permesso dagli altoparlanti integrati nei dispositivi.

Ringraziamo Anker per averci dato l’opportunità di recensire il prodotto.

Video Recensione

Aspetto e design

L’aspetto di questo altoparlante Anker è sicuramente curioso: il cilindro in plastica nera lucida è infatti diviso in due parti, poichè è presente uno spazio vuoto che divide la cassa vera e propria (in alto) dalla base dove sono posti i comandi e le prese.

Superiormente troviamo: il cono principale, nascosto dietro una lamina di alluminio lucidato e traforato posta in cima; l’anello di plastica semitrasparente che ci informa dello stato dell’apparecchio tramite LED blu e rossi; un cono secondario che si occupa della riproduzione dei bassi.

La base invece è divisa da una parte nella sezione connessioni con porta microUSB e foro per il jack da 3.5mm, assieme al pulsante di accensione; dall’altra troviamo invece i tasti per interagire con il dispositivo (play/pausa, indietro, avanti, regolazione del volume. Al di sotto della base troviamo uno strato di gomma soffice che impedisce all’altoparlante di scivolare.

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Connessione ai dispositivi

Un aspetto indubbiamente parecchio interessante dell’Anker Mini Portable è l’adozione della tecnologia Bluetooth 4.0, che permette di risparmiare batteria sia dal lato dell’altoparlante che dal lato della fonte (smartphone, tablet o altro dispositivo) a patto che quest’ultima sia dotata della stessa tecnologia. Per connettere l’altoparlante ad un dispositivo è sufficiente tenere premuto a lungo il tasto Play/Pausa e attendere che la voce annunci “pairing”, dopodichè ricercare i dispositivi Bluetooth nelle vicinanze dal proprio smartphone o tablet ed effettuare l’accoppiamento.

Non è però questa l’unica possibilità, poichè è possibile collegare il Mini Portable al proprio dispositivo anche con un jack da 3.5mm fornito in dotazione. In questo modo è possibile collegarlo anche a dispositivi che non possiedono una connessione Bluetooth.

È possibile regolare il volume dall’altoparlante quando è connesso in Bluetooth, ma non quando è connesso tramite cavo. La scelta è peculiare e poco comprensibile, ma si ovvia in maniera piuttosto semplice controllando il volume con il dispositivo sorgente.

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Qualità audio

È difficile valutare correttamente la qualità audio: se, da un lato, ci sono buoni bassi e medi discreti in certe situazioni, dall’altro l’impressione che si ricava è tutto fuorchè positiva. Quando il volume viene tenuto basso, il suono è abbastanza piatto, senza incisività e corposità. I bassi e gli alti sono abbastanza buoni, ma i medi soffrono parecchio e risultano spenti. Alzando il volume la situazione muta decisamente ed abbiamo audio di buona qualità.

Come avvertenza da leggere prima di continuare: c’è da dire che alcune orecchie sono più esigenti e più allenate di altre, per cui il giudizio può variare in base alle aspettative ed alle esperienze di ciascuno. Io sono abituato ad ascoltare musica riprodotta con impianti di alto e altissimo livello, dunque il mio giudizio può accostato più a quello di un melomane che a quello di una persona comune.

Analizzando lo spettro sonoro in categorie, otteniamo questo schema:

  • Bassi:  anche a volume basso la presenza dei bassi è buona ed è possibile sentire bene il pedale della batteria; il basso purtroppo va a confondersi quando i medi diventano predominanti (esempio: Burn dei Deep Purple). In brani con una grande presenza di bassi (esempio: Stone Magnet degli Electric Wizard, band stoner metal) il suono diventa confuso e perde definizione; il problema principale diventa l’indistinguibilità dei diversi strumenti che operano sui bassi.
  • Medi: a basso volume sono penalizzati e mancano di corpo; la presenza è infiacchita e spenta soprattutto in brani con molti strumenti.Il rullante della batteria risulta piatto e distante, mentre le chitarre e le tastiere risultano in genere buone. Nei brani con pochi strumenti molto ben distinti (esempio: The Lark in the clear air / Con Cassidy’s / Clive’s degli italiani Birkin Tree) riescono invece a risultare apprezzabili, anche se perdono leggermente corposità scendendo verso i bassi.
  • Alti: in molti casi gli alti sono forse l’aspetto peggiore di questo altoparlante: sono infatti confusi, mancano di definizione e risultano pressoché inesistenti a volume basso. In brani variegati con molti piatti (esempio: Fire Lances of the Ancient Hyperzephyrians dei The Sword) questi risultano del tutto confusi, tanto da risultare quasi fastidiosi ad alti volumi; vengono persi completamente tutti i dettagli e il risultato è un informe “tappeto sonoro” di alti. Addirittura capita spesso di perdere quasi del tutto il fuoco sugli alti in situazioni concitate, poichè vengono schiacciati dalle altre frequenze. In brani in cui i piatti hanno una presenza dominante e non c’è “scontro” con altri strumenti, come Baba O’Riley degli Who, gli alti sono invece ben distinguibili e piacevoli.

Utilizzando un equalizzatore che aumenta leggermente il volume dei medi e dei bassi è possibile ottenere un risultato più soddisfacente in quanto a distinguibilità degli strumenti.

È inevitabile testare gli altoparlanti usando brani noti così da poter valutare l’effettiva bontà della riproduzione; nutrendo io interesse per musica dock, metal ed elettronica ho testato il Mini Portable con brani provenienti da questi generi. Risulta però evidente che l’altoparlante Anker non è adatto a musica che contiene molte componenti differenti che devono essere ben definite e definibili dall’orecchio dell’ascoltatore; ascoltare metal o hard rock è un’impresa sconsigliabile. Ascoltare musica più leggera e meno complessa a livello di sonorità invece risulta un’esperienza gradevole nonostante i limiti espressi sopra.

In generale, considerando le dimensioni e il target di questo dispositivo, l’audio risulta abbastanza buono – senza lode e senza infamia – e per l’ascolto di musica al parco o in auto l’altoparlante di Anker può soddisfare le esigenze di buona parte degli utenti. I più esigenti in fatto di qualità sonora non potranno però ritenersi soddisfatti a causa delle mancanze di cui sopra.

In conclusione

Anker Mini Portable è disponibile su Amazon ad un prezzo di 39.90€. Il prezzo è forse leggermente elevato ma si posiziona in linea con la concorrenza. Si tratta, in fin dei conti, di un buon altoparlante senza pretese che è in grado di soddisfare le esigenze di tutti, soprattutto pensando a contesti in cui la necessità primaria è ascoltare musica ad un volume più elevato rispetto agli altoparlanti integrati nei dispositivi e con una qualità audio discreta.

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